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«Reddito di cittadinanza è un flop», deputato dem all’attacco: in effetti meno richieste del previsto

La prima tornata del reddito di cittadinanza si è conclusa. Il 15 aprile sono partiti gli sms e email per avvisare gli aspiranti beneficiari sull’esito della loro domanda ed è naturale che l’apprensione sia ai livelli massimi. Secondo l’Inps sono pervenute circa 806mila richieste, e su 680965 ne sono state respinte 177.422, circa una su quattro. Altre 15.876 istanze (2%) saranno oggetto di un’ulteriore attività istruttoria. Mancano da analizzare ancora 45mila domande, a cui come promesso dall’Inps, ci si dedicherà nel corso di questa settimana. A partire dalla successiva si inizierà a valutare le richieste inoltrate nel mese di aprile, che per adesso sono appena 80mila.

Reddito di cittadinanza un flop davvero?

Il governo giallo-verde aveva previsto che sarebbero arrivate 1 milione e 300mila domande, molte di più rispetto a quelle inoltrate. Un dato questo che non è passato inosservato e che ha innescato una replica immediata tra alcuni esponenti del Partito Democratico. «Per il momento il reddito di cittadinanza è un flop. Ad aprile riceveranno l’assegno 487mila famiglie. In pratica lo stesso numero di famiglie già assegnatarie del reddito di inclusione, che nel 2018 erano 462mila”, questo l’attacco del deputato dem Carmelo Miceli, che ha voluto ricordare il precedente provvedimento voluto proprio dal Pd. Il deputato Dem ha poi aggiunto: «Le istanze pervenute per il reddito di cittadinanza, però, sono addirittura meno di quelle del Rei: siamo passati da circa 900mila richieste dello scorso anno alle 800mila arrivate finora col nuovo Reddito. Il tasso di accoglimento delle domande è del 75%,quindi sulle circa 800mila domande dei nuclei familiari arrivate ne verranno accolte 600mila. Il reddito di inclusione, nell’anno 2018, aveva riguardato 462mila nuclei familiari per 1,3 milioni di persone. Significa che a pieno regime il reddito del governo M5S-Lega avrà allargato la platea del reddito di inclusione di poco più di 100mila nuclei familiari (circa il 25%), ben lontano dal raddoppiare le famiglie già assegnatarie di sussidio!». 

Reddito di cittadinanza e reddito di inclusione a confronto

I numeri riportati da Carmelo Miceli sono giusti, però per correttezza un dato va aggiunto: secondo le stime dell’Inps le 462mila famiglie beneficiarie del Rei avevano percepito in media 296 euro al mese, mentre l’importo medio del reddito di cittadinanza si aggirerebbe intorno a 520 euro in media, con un massimo di 1380 mensili. A rincarare la dose sul fatto che il reddito di cittadinanza abbia funzionato poco però anche Maria Stella Gelmini, deputata di destra, che su Twitter ha scritto: «Il reddito di cittadinanza doveva cancellare la povertà per 5 milioni di persone. Ora, giusto per capire… Ma se le domande approvate sono 487mila, esattamente come si arriva a 5 milioni? I numeri parlano chiaro: è un flop clamoroso” scrive la deputata su Twitter!». 

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