in

Reddito di cittadinanza, la card viola la privacy: ecco perché

Il reddito di cittadinanza potrebbe portare con sé grossi problemi di privacy. Il problema del reddito di cittadinanza legato alla privacy è stato esposto dal Garante per la protezione dei dati personali in una memoria indirizzata alla Commissione Lavoro del Senato. Antonello Soro, ha sollevato una serie di obiezioni sui meccanismi di funzionamento, e soprattutto di controllo, del reddito di cittadinanza promosso dal Movimento 5 Stelle. I dubbi di Soro si concentrano soprattutto sul monitoraggio delle spese e degli acquisti effettuati attraverso la card Rdc. Questi controlli sarebbero necessari però secondo lo Stato per fermare tutti coloro che faranno i furbi nel richiedere i vantaggi. Nonostante ciò sono ben 5 gli aspetti del reddito di cittadinanza bocciati dal Garante Privacy.

Leggi anche –> Reddito di cittadinanza 2019 boom di cambi di residenza in alcune città: scattano i primi controlli

I cinque punti che violano la privacy

Antonello Soro, nella memoria depositata presso la Commissione permanente XI del Senato della Repubblica, ha elencato così i cinque punti dove il reddito di cittadinanza pecca sulla privacy:

  1. Viola il GDPR poiché il decreto-legge contiene previsioni di portata generale, inidonee a definire con sufficiente chiarezza le modalità di svolgimento delle procedure di consultazione e verifica delle varie banche dati.
  2. Non sono previste misure di sicurezza per i database utilizzati da INPS, Anagrafe tributaria, PRA e le altre amministrazioni pubbliche detentrici dei dati per la verifica dei requisiti dei beneficiari. Un massivo flusso di informazioni per il quale non sono state previste adeguate misure di sicurezza dei dati.
  3. Il monitoraggio delle spese è una sorveglianza smisurata, continua e capillare sugli utilizzatori della card.
  4. Il sito web presenta diverse carenze nell’informativa sul trattamento dei dati e nelle modalità tecniche della sua implementazione.
  5. Forti perplessità vengono sollevate anche sul rilascio delle attestazioni ISEE.

Probabile blocco del reddito di cittadinanza?

Dopo quanto dichiarato dal Garante della privacy, Antonello Soro, e ipotizzato che i dati consultati dai Caf potrebbero essere esposti ad attacchi informatici, il Codacons è pronto a chiedere in Tribunale il blocco dell’intera procedura di erogazione del reddito di cittadinanza. Il Presidente Carlo Rienzi ha dichiarato: «La protezione dei dati sensibili degli utenti è interesse prioritario rispetto al provvedimento economico del Governo, e pertanto in caso di violazione delle norme sulla privacy sarà inevitabile la sospensione dell’intera procedura». 

Leggi anche –> Reddito di cittadinanza news: a Napoli i parcheggiatori abusivi fuori dai Centri per l’Impiego

“Io sono Mia”, stasera su Raiuno il biopic dedicato a Mia Martini: le differenze tra realtà e fiction

Aggiornamento Instagram Storie: un cambiamento che divertirà tutti gli utenti