in

Reddito di cittadinanza, la storia di Barbaro: «Invece di stare sul divano, ripulisco la Scogliera!»

Nell’attesa che la seconda parte del reddito di cittadinanza, quella del reinserimento nel mondo del lavoro, sia all’altezza della prima, non sono pochi i beneficiari che si stanno dando un gran da fare per «ricompensare» lo Stato del sussidio ricevuto. Per non gravare, per non essere un peso per la società e per smentire l’opinione di chi pensa che si tratti di un beneficio «da divano» un giovane di Gravina di Catania sta volontariamente raccogliendo rifiuti nel tratto di litorale sotto via Acque Casse. Una vicenda che è stata raccontata dal giornale “La Sicilia”, che ha raccolto la testimonianza del ragazzo. E non si tratta di un caso isolato.

Il caso di Barbaro Mongiovì: «Invece di stare sul divano, ripulisco la Scogliera!»

Barbaro Mongiovì, ha 24 anni, è disoccupato da tempo ed è tra i percettori del reddito di cittadinanza. Potrebbe starsene comodamente a casa sua, disteso sul divano, invece si sta dando un gran da fare per ripulire la scogliera. Vive con la madre e quel sussidio gli ha dato una boccata di ossigeno. Cosa sogna per il futuro? Che lavoro desidera? Quel che si augura Barbaro Mongiovì è che ci sia un cambiamento in Italia e non soltanto economico, ma nella mentalità. Eh già, perché tutti i giorni, da un mese a questa parte, il 24enne fa i conti con l’inciviltà della gente, che in quel tratto di Scogliera “cittadina”, sotto via Acque Casse, lascia cicche di sigarette, bottiglie di vetro, cartoni di pizza, sacchetti di plastica e cartacce. «Ho trovato di tutto e di più. Plastica e cicche non mancano mai, anche siringhe. Di vetro ce n’è a non finire, perché la sera vengono qui a mangiare e portano pizze e birra, ma questa è anche colpa del fatto che non ci sono abbastanza cestini per i rifiuti!», ha detto il giovane volontario. Sarebbe un piccolo angolo di paradiso con la roccia lavica scavata dal mare, una perla della macchia mediterranea, se non fosse per quel marciume che vi ha fatto dimora nel corso degli anni. Disgustato da quello scenario, Barbaro con guanti, paletta e secchio cerca di riportare la bellezza in un posto violentato dall’uomo: «Un giorno a casa ero sul divano ed ho cominciato a pensare: “ma che ci sto a fare qui a rimuginare?”, e allora, mi sono inventato questo lavoro. Il fatto ch’io non prenda soldi per quello che faccio non significa niente. Il sudore mi cola lo stesso dalla fronte e questo, per me, è già una paga».

leggi anche l’articolo —> Reddito di cittadinanza, percepisce il sussidio, ma fa lo spazzino volontario: «Non voglio gravare su nessuno!»

«È una cosa che ho sentito di fare dentro di me, lo faccio per i figli che potrei avere in futuro!»

Alla domanda «Perché lo fai?», posta da Carmen Greco nel corso dell’intervista a “La Sicilia”, il giovane ha risposto con fermezza: «È una cosa che ho sentito di fare dentro di me, lo faccio per i figli che potrei avere in futuro. Un giorno sono venuto qui con mia madre e il cane e non si poteva camminare, tanto era pieno di vetri rotti. Mi sono detto: “ma io come posso far venire qui, un domani, mio figlio?”. Se io non penso questo, cosa avrò lasciato alle future generazioni? Questa condizione, certo, è colpa di chi è venuto prima di noi, ma se noi non riflettiamo, lasceremo sempre spazzatura su spazzatura, non tanto a noi, quanto ai nostri figli. Ecco io vorrei che il mio lavoro fosse questo: essere una guida». Con la sola licenza media, Barbaro non si sente un ignorante ed è convinto che un pezzo di carta non necessariamente sia un lasciapassare per un futuro migliore: «C’è tanta gente laureata che non si sa rapportare con gli altri, appena parlano esce loro il fango dalla bocca», ha affermato il giovane, che desidera cambiare in meglio la sua città. 

«Con il lavoro in nero ci sarà sempre il caos!»

E sul sussidio pentastellato ottenuto ha dichiarato: «Non mi piace il lavoro in nero e mi offrivano solo questo. Ora ho il reddito di cittadinanza. Ho fatto per 4 anni il panettiere, conosco il clima che c’è, e so anche che con il lavoro in nero ci sarà sempre il caos!» – ha detto il giovane che ha poi concluso – «Oggi tutti corrono ed è quello che porta lo scontento. La premura ha fatto i gatti orbi, se stiamo sempre e solo a correre e a cercare il denaro, resteremo sempre ciechi. Chi cerca i soldi cerca la morte come dice un altro proverbio». Ovviamente i soldi contano, ma valgono anche i sogni. E Barbaro ha confessato di averne uno, purtroppo andato in frantumi: «Volevo fare il cantante, ma non ho mai avuto la possibilità e lo spirito di credere in me stesso. Continuo a scrivere ma solo per me». 

leggi anche l’articolo —> Reddito di cittadinanza, beneficiario intenzionato a restituire: «Voglio fare qualcosa per il mio Comune!»

 

 

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

Jane Alexander malattia alla gambe: l’attrice chiarisce come stanno davvero le cose 

kekko silvestre periodo buio

Kekko Silvestre, il periodo buio del frontman dei Modà: «Il mondo della musica è una scatola vuota»