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Reddito di cittadinanza, lo chef Pietro Parisi: «Non ci sono più lavapiatti, mi ha rovinato!»

Col reddito di cittadinanza si trovano sempre meno lavoratori? Una nuova segnalazione arriva dallo chef Pietro Parisi, il «cuoco contadino», che ha rilasciato un’intervista a Claudio Rizza del quotidiano “Il Dubbio”. Una chiacchierata che certamente desterà qualche polemica: stando alle parole del giovane vesuviano le sue cucine si stanno svuotando, proprio perché i ragazzi si accontentano del sussidio ottenuto e non cercano altra occupazione.

«Non ci sono più lavapiatti, mi ha rovinato!»

«Con il reddito di cittadinanza la gente che lavorava, la manovalanza, i lavapiatti, gli uomini delle pulizie, sono spariti. Se ne stanno a casa, lavorano solo nei weekend, se gli va. Tanto guadagnano lo stesso», ha affermato lo chef Pietro Parisi, il quale ha spiegato che chi prima sfacchinava tutto il giorno per avere uno stipendio modesto, magari lavando i piatti, ora preferisce starsene con le mani in mano. «Succede che chi guadagnava 900 euro al mese, lavando i piatti, facendo le pulizie, insomma gli uomini di fatica, la manovalanza che è la ricchezza di un ristorante perché senza di loro camerieri, cuochi e chef poco possono fare, ora se ne sta bellamente a casa. Hanno ottenuto il reddito di cittadinanza, chi 600, chi 700».

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«Se ti beccano che fai lavorare uno che percepisce il sussidio passa i guai lui ma li passi pure tu!»

A detta del cuoco poi i giovani preferiscono rinunciare al lavoro più o meno fisso, puntando piuttosto a raggiungere qualche extra nel fine settimana: «I sabati e le domeniche il lavoro si trova facilmente, soprattutto ora che manca la manodopera e siamo nella stagione delle ferie estive. Nu guaglione che ti fa un turno nel weekend prende 50 euro. Se di domenica fai mattina e sera ne prendi 100. Bastano quattro domeniche e arrivi a 400 euro più i sei-settecento del reddito di cittadinanza, eccolo lì che guadagni più di prima lavorando quattro giorni al mese». Conti alla mano per lo chef Pietro Parisi la situazione è grossomodo questa e c’è da preoccuparsi, dal momento che si tratta di situazioni rischiose sia per il datore di lavoro che per l’impiegato stesso: «Se ti beccano che fai lavorare uno che percepisce il reddito di cittadinanza passa i guai lui ma li passi pure tu, devi spiegare perché non lo hai messo in regola. Lui naturalmente non vuole, perché sennò addio reddito!». Ovviamente, ci sono poi coloro che se ne infischiano e che, pur di non pagare i contributi, ne approfittano.

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