in

Reddito di cittadinanza mette davvero in crisi il lavoro stagionale? L’inferno raccontato da una testimone diretta

Non esiste che un solo modo per capire qualcun altro ed è quello di calarsi nei suoi panni, mettersi le scarpe di quello non le tue, cadere dove quella stessa persona è precipitata e rialzarsi da terra con la medesima forza. Se si tenesse conto di questo, e soprattutto se fosse pienamente possibile, si risparmierebbero tante inutili polemiche. Le nonne, che non sbagliano mai, direbbero altrimenti che «il sazio non crede al digiuno» e in effetti leggendo l’allarme del sindaco di Gabicce Mare, non si può fare a meno di pensare che sia così. Il dubbio è forte.

Reddito di cittadinanza, allarme del sindaco di Gabicce Mare

Il primo cittadino, che ha raccolto il supporto dell’ex premier Matteo Renzi, lamentava nei giorni scorsi la mancanza di bagnini, camerieri e cuochi disposti a lavorare nelle località balneari italiani. Il motivo? Il reddito di cittadinanza che avrebbe incoraggiato i cittadini a non presentarsi in vista della stagione estiva. Un’analisi poco puntuale secondo Leonardo Donno, portavoce alla Camera dei deputati del Movimento 5 Stelle, il quale in merito su Facebook ha scritto: «La scomoda risposta allo sfruttamento si chiama dignità!». Se da un lato dunque Renzi ha parlato di reddito di cittadinanza come «misura sbagliata» e «autogol» (anche a proposito dei navigator), dall’altro Donno non si è tirato indietro e ha definito i «lavori stagionali» «la giungla della precarietà». Dove sta la verità? Dire che stia nel mezzo farebbe comodo a tutti, ma non risolverebbe il problema.

La testimonianza di Anna, lavoratrice stagionale in Riviera

Lo ripetiamo, l’unico modo per capire l’altro sarebbe quello di sostituirsi a questi; partecipare emotivamente. Ma vi immaginate un politico in Riviera alle prese con ombrelloni da aprire e apertivi da preparare? Sarebbero un evento raro. Forse sulla scia di questo L’Espresso ha pensato bene di raccogliere la testimonianza di Anna Serao (nome di fantasia), per anni lavoratrice stagionale negli hotel nelle località di vacanza della Romagna. «Dinamiche vissute in prima persona» le sue, come si legge nell’articolo. Ed è una risposta concreta alle polemiche legate alla dichiarazione del sindaco di Gabicce, il quale imputa al reddito di cittadinanza la mancanza di personale stagionale.

La lettera della donna, protetta dall’anonimato, mostra l’inferno del precariato, in cui «ti conviene accettare le condizioni proposte perché sei un privilegiato se vieni assunto al posto di quei molti che si suppone siano in una presunta fila alla loro porta»«l’esperienza che possiedi non conta nulla ed è inevitabilmente diversa da quella che necessitano in quell’Hotel» per cui ti sei proposto e la paga non è commisurata al lavoro effettivo. «Il terzo immancabile argomento al momento della conversazione sulla paga, è il più ignobile di tutti!» – si legge nella lettera aperta scritta da Anna – «Il pianto dei soldi da parte dell’albergatore. Non si lavora più come una volta, la stagione è corta, il cambiamento climatico incombe, non stiamo dentro nelle spese (ma continuiamo a farlo ogni anno perché ci piace impoverirci), non dico che andiamo in perdita ma siamo a quel livello. L’obiettivo è la tua empatia!». Ed ecco di nuovo questa parola magica «empatia», usata però in formula ribaltata: per far male, non per aiutare. «Dopo essersi reso ai tuoi occhi umano e debole, la carrellata delle difficoltà esposte ti predispone a una pacca sulla spalla col significato sottinteso di “ce la faremo”. – si legge sempre nella lettera – E sei fregato!». Già, fregato. «Sono due euro all’ora!», questa la paga prevista. E prima che si possa pensare di rifiutare il contrattacco del datore di lavoro: «Poi 50 euro in più, magari non in busta, se sei bravo… non è detta… Poi c’è la possibilità di vitto e alloggio, in quel caso decurtiamo qualcosina altrimenti non andiamo in pari…. Se ti serve un lavoro e non hai mai fatto prima le stagioni in riviera, accetti con tanti dubbi. Se l’hai già fatta, perché devi lavorare, accetti con la morte nel cuore. Saranno sette-otto ore. Sono dieci, dodici ore!», ha raccontato Anna e la sua storia non deve essere diversa da quella di tanti altri.

«Gli ultimi saranno sempre gli ultimi se i primi sono irraggiungibili», viaggio nel lavoro stagionale

E in cosa consiste quest’occupazione invidiabile? È sempre Anna a raccontarlo: «Il tuo lavoro non è così impegnativo. Il tuo lavoro sfianca, manca il personale, sei solo e devi coprire il lavoro di più persone, ogni giorno, per mesi. Ufficialmente riposi un giorno a settimana, quello immaginario in cui vedi la luce e fai le lavatrici, in realtà sei costretto a stabilire un finto giorno libero, dichiarato ovviamente anche in busta paga, e la raccomandazione è che di fronte all’ispettorato del lavoro se sei presente il giorno che dovresti essere libero è per un esigenza improvvisa dell’azienda, ma tu di solito quel giorno riposi». Cosa pensa Anna del sussidio lavorativo per cui si sono battuti i Cinque Stelle? «Non sono una fan del reddito di cittadinanza e in generale dello Stato assistenziale, ma ritengo che almeno forse un buon risultato c’è stato ed è stato quello, mi auguro, di gettare un occhio di bue su un microcosmo lavorativo degradato, lavori forzati per arricchire i pochi, senza discutere della qualità della famigerata accoglienza romagnola e di quanto ci perde in credibilità stagione dopo stagione!». Dunque? «Gli ultimi saranno sempre gli ultimi se i primi sono irraggiungibili» ha dichiarato la lavoratrice stagionale, che ovviamente non vuole fare di tutta l’erba un fascio, ma si è limitata a raccontare la sua esperienza. E senza retorica e finto perbenismo, senza voler fare i bacchettoni per forza, se manca gente disposta a lavorare in condizioni discutibili, non è così utile puntare il dito contro il reddito di cittadinanza, che ha delle evidenti criticità, ma andare oltre, alla radice del problema: il precariato, le poche garanzie, gli stipendi da fame. Eccetera eccetera…

leggi anche l’articolo —> Reddito di cittadinanza 2019, emergenza lavori stagionali: «La risposta allo sfruttamento si chiama dignità!»

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

Belen Rodriguez e Stefano De Martino, dedica su Instagram: sempre più innamorati

Mondiali femminili, Giamaica-Italia: dove vederla e le probabili formazioni