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Reddito di cittadinanza modulo in arrivo, pronte 130mila disdette: per la rinuncia bisogna pagare

Non sono poche le persone insoddisfatte che hanno intenzione di rinunciare al reddito di cittadinanza. È stato presentato oltre un milione di domande per ottenere il sussidio, ma nel mese di maggio 130mila persone hanno fatto richiesta di disdetta ai Caf italiani, deluse forse dall’importo troppo basso o preda del pensiero «il gioco non vale la candela», considerando che accettare il beneficio comporta una serie di obblighi.

Reddito di cittadinanza valanga di disdette: per rinunciare si dovrà pagare

Come riporta oggi, 15 maggio 2019, Il Messaggero, per rinunciare al reddito di cittadinanza si pagherà. Come? Eh, già perché chi disdirà il sussidio dovrà restituire in blocco quanto percepito con la card. Questo è quanto è stato spiegato dai Caf, in attesa che la procedura di rinuncia venga resa nota. Dal momento che in pochi si aspettavano che arrivasse una valanga di disdette, nessuno al Governo aveva messo in conto la necessità di un modulo per rinunciare al beneficio. Per ora, infatti, è prevista soltanto un’autocertificazione da protocollare. Sempre su Il Messaggero si legge che «sull’entità degli importi da ridare indietro e le relative modalità dovrebbe fare maggiore chiarezza una circolare dell’Inps in arrivo nei prossimi giorni, in cui verranno affrontati anche altri aspetti ancora poco limpidi, a incominciare dai tempi che saranno necessari per elaborare le rinunce».

Reddito di cittadinanza boom di rinunce: dietro front per 130mila persone

Dietro front per 130 mila persone, ma perché? Tra le ragioni ovviamente quella degli importi troppo bassi erogati sulle card, ma anche i controlli fiscali e gli obblighi lavorativi. Secondo quanto riportato da Il Giornale soltanto il 16% ha percepito un importo superiore ai 750 euro, tuttavia la rinuncia è stata presentata anche da coloro che sulla carta hanno ricevuto molto più di 40 euro. Stando alle stime, nel mese di marzo le domande sono state circa 490mila e circa 60mila di queste hanno avuto un reddito che varia dai 40 ai 100 euro. Deluso dall’importo sarebbe stato quell’8% che ha ottenuto tra i 100 e i 200 euro, anche se richieste di annullamento sono giunte pure da quel 7% che sulla card si è visto caricato un importo tra i 200 ai 300 euro.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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