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«Reddito di cittadinanza non fa ripartire l’Italia!», l’affondo di Salvini: intanto oltre un milione le richieste nel paese

Durante il soggiorno Budapest, Matteo Salvini ha incontrato il premier ungherese Viktor Orban, con cui è tornato a parlare della flat tax, ma pure del reddito di cittadinanza. Il ministro dell’Interno non ha risparmiato un attacco ai suoi stessi alleati, il Movimento 5 Stelle, con cui, anche per via del caso Siri, le cose non vanno affatto bene.

Reddito di cittadinanza, Matteo Salvini attacca il sussidio anti povertà

Il leader della Lega Matteo Salvini ha ribadito la sua linea, sul reddito di cittadinanza, il cavallo di battaglia dei Pentastellati, ed è convinto che il sussidio anti povertà introdotto proprio da questo esecutivo con l’ultima legge di Bilancio sia tutt’altro che positivo: «Il reddito di cittadinanza non fa ripartire l’Italia: ridurre le tasse è l’unico modo per far ripartire il Paese». Nello specifico Matteo Salvini ritiene che «ridurre tasse e burocrazia in Italia è l’unico modo per far ripartire l’economia del Paese, perché puoi mettere una toppa con il reddito di cittadinanza per aiutare chi non ce la fa, ma è chiaro ed evidente che non è questo lo strumento che fa ripartire un’economia!». Insomma l’assistenzialismo grillino non è gradito neppure al ministro dell’Interno, non soltanto è osteggiato dunque dal Partito Democratico e dagli Economisti da sempre contrari affinché il beneficio trovasse attuazione.

Reddito di cittadinanza oltre un milione le richieste: boom di domande in Campania

Intanto però la prima fase del reddito di cittadinanza è al giro di boa e tutto si è svolto grossomodo come ci si aspettava, eccetto ovviamente il disappunto di alcuni aspiranti beneficiari insoddisfatti dell’importo troppo basso del sussidio. Le domande all’Inps per ottenere il reddito di cittadinanza hanno superato quota un milione (1.016.977). In testa si è confermata la Campania con oltre 172 mila richieste, seguita dalla Sicilia con oltre 161 mila domande. Poi, con circa 90 mila domande ciascuna si sono posizionate Lazio (93.048), Lombardia (90.296) e Puglia (90.008). In fondo alla «classifica» Friuli Venezia Giulia e Basilicata con circa 12mila richieste e ancora più giù il Trentino Alto Adige (3.695) e Val d’Aosta (1.333). Ora ci si deve avviare alla seconda fase, ossia al tentativo di reinserire nel mondo del lavoro i beneficiari del reddito di cittadinanza. La macchina si è messa in moto: sul sito Anpal è stato pubblicato il bando per i navigator (l’8 maggio è l’ultimo giorno utile per candidarsi) ed entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio coloro ai quali è stato accordato il reddito dovrebbero essere convocati dal centro per l’impiego di riferimento per sottoscrivere il patto per il lavoro o il patto per l’inclusione. Tuttavia, tale operazione richiederà più tempo del previsto, considerando le cifre degli aspiranti beneficiari. Come riportato da “Il Messaggero” sono circa 480.000 le risposte positive sulle prime 680.000 domande elaborate e se il tasso di risposte accolte si mantenesse sul 70% potrebbero avere la breve la card ben 700.000 famiglie.

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