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Reddito di cittadinanza, ottiene la card, pur lavorando in nero: «I 5 stelle hanno mantenuto la parola!»

Sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” Carmela Formicola ha raccontato la storia di Anna, disoccupata sulla carta che ha ottenuto il reddito di cittadinanza. Non sappiamo se si tratti di un nome di fantasia, anche se immaginiamo di sì, fatto sta che la vicenda di Anna è comune a quella di tanti altri, gente sottopagata, costretta a lavorare in nero; persone per cui parole come «contributi» e «busta paga» sono delle chimere.

Reddito di cittadinanza: la storia di Anna

Anna ha 49 anni, un figlio e un marito. Ha fatto la domanda per il reddito di cittadinanza e lo ha ottenuto, nonostante faccia le pulizie, ovviamente senza regolare contratto. Per sbarcare il lunario lavora da tre signore diverse, da una addirittura da oltre vent’anni e mai quest’ultima si è decisa a versarle i contributi. Dunque, tecnicamente, Anna aveva tutte le carte in regola per ottenere l’agognato sussidio e a distanza di due mesi dalla richiesta, infatti, può stringere tra le mani la card del valore di 500 euro. «La spesa so che posso farla, ma non è che mi fruscio 500 euro al mese di spesa. A me bastano 100, 120 euro, per quel che mangiamo. Poi la domenica andiamo da mamma o da mia suocera, che poi ci danno le cose per i giorni successivi. Sto sempre a congelare e scongelare…», ha raccontato Anna alla “Gazzetta del Mezzogiorno”, aggiungendo: «Ma posso andare dal parrucchiere a farmi la tinta? Posso comprare un paio di scarpe nuove? E oltre tutto, se devo andare a un matrimonio, a una prima comunione, me le posso comprare belle, alte, di marca? O mi controllano e me la tolgono? Posso pagare le cartelle di Equitalia? Posso comprare le sigarette? Le bollette ad aprile già le ho pagate e nessuno sa spiegarmi se con i soldi di questo mese posso pagare le bollette di maggio. È un casino. Ma gli altri come fanno?». Come si legge sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”: «Anna e la sua famiglia non sono proprio uno degli esempi di vero bisogno. Suo marito lavora saltuariamente in un’azienda edile (ovviamente in nero). Spesso dà una mano a un amico che ha un’impresa di impianti elettrici. Lui, ufficialmente, è residente a casa di sua madre, al quartiere San Paolo, un escamotage fatto per non perdere l’alloggio popolare quando la donna rimase vedova (trucchi della burocrazia). Anna vive in fitto in un appartamento a Catino!». Eppure lei e i suoi familiari lo hanno ottenuto quel benedetto sussidio e la donna ora ha delle perplessità su come utilizzare la card gialla. 

Reddito di cittadinanza, la storia di Anna: «I 5 stelle avevano detto che avrebbero dato il reddito di cittadinanza e hanno mantenuto la parola!»

Dubbi su dubbi, proprio perché all’Inps come pure alle Poste nessuno ha saputo rincuorare Anna e darle spiegazioni: «Ho chiesto: ce l’avete un depliant dove vedo cosa posso comprare e cosa no, se devo spendere tutti e 500 euro in un mese o mi posso conservare qualcosa?». In un centro di assistenza fiscale qualcuno le ha suggerito di fare provviste, ma la quasi 50enne vorrebbe avere liquidità, non comprare cose di cui non ha reale bisogno: «Io voglio i soldi in mano! Che me ne devo fare delle provviste. Voglio i contanti che poi so io cosa mi serve e cosa no». Tuttavia, Anna ha ritrovato fiducia nella politica, proprio perché comunque quei 500 euro al mese le fanno comodo: «I 5 stelle avevano detto che avrebbero dato il reddito di cittadinanza e hanno mantenuto la parola. Li voto pure alle elezioni comunali». Ma la voce di Anna è fuori dal coro? O davvero il numero dei sostenitori del Movimento 5 stelle si è moltiplicato? E soprattutto il reddito di cittadinanza sta davvero andando nelle tasche di chi ha bisogno?

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