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Reddito di cittadinanza requisiti e novità 2019: arriva la ‘regionalizzazione’, come funziona

Reddito di cittadinanza requisiti e lavori da svolgere: cosa sappiamo? Da marzo 2019, molto probabilmente, entrerà in vigore il nuovo sussidio statale. Per ottenere il reddito bisognerà rispettare tre criteri: il primo è la cittadinanza italiana oppure, per gli stranieri, essere residenti e lavorare in Italia da almeno dieci anni. Il secondo requisito è quello di essere in una situazione di povertà non solo reddituale (ossia guadagnare meno di 780 euro al mese), ma anche patrimoniale. Per questo per ottenere l’accesso al reddito bisognerà presentare l’Isee, l’indicatore sintetico della situazione economica familiare che tiene conto anche del patrimonio immobiliare e dei depositi bancari, oltre che del reddito. Per ottenere il reddito l’Isee dovrà essere inferiore a 9.300 euro circa. Chi mentirà per ottenere il sussidio rischierà fino a sei anni di prigione, come annunciato dal ministro del lavoro Luigi Di Maio. Se si possiede una casa di proprietà, poi, dal reddito sarà sottratto un assegno figurativo che varierà da 280 a 380 euro a seconda della composizione del nucleo familiare. La somma percepita, dunque, scenderà come minimo a 500 euro. Va tenuto conto poi, che il reddito agisce come una «integrazione». Se una persona ha per esempio dei lavoretti part time e guadagna 400 euro al mese, ne otterrà altri 380. Chi riceverà il sussidio dovrà impegnarsi in corsi di formazione e lavori socialmente utili.

Reddito di cittadinanza 2019 requisiti: la regionalizzazione

Sul reddito di cittadinanza spunta l’ipotesi “regionalizzazione”. Lo ha fatto capire il premier Giuseppe Conte, intervenuto domenica a Milano alla Scuola di formazione politica della Lega. “Stiamo pensando a come modulare le offerte di lavoro sulla base della distribuzione geografica”, ha affermato il capo del Governo in quell’occasione. Allo stato attuale l’idea è quella di riconoscere la possibilità di rifiutare una proposta se l’offerta è distante dal luogo di residenza. In questa ipotesi il beneficio economico non sarebbe messo in discussione.

Reddito di cittadinanza 2019 requisiti: quanti ne hanno diritto?

Circa nove milioni di persone, pari al 15,6% della popolazione: è il numero dei potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza promesso dai Cinquestelle. Il dato emerge da un’inchiesta, pubblicata dal ‘Sole 24 Ore’, su uno dei temi più dibattuti del momento e tra i più critici della prossima manovra. Considerando che, in Italia, ci sono 5 milioni di persone che vivono nella condizione di povertà assoluta, vale a dire del tutto privi di mezzi di sostentamento – e che in questo esercito di ultimi oltre 1,6 milioni sono cittadini stranieri – se all’area di povertà assoluta si aggiunge l’area di povertà relativa o potenziale, come sembra essere l’intenzione del Governo, la platea si amplia fino a circa nove milioni di persone, inclusi i senza lavoro di lunga durata e le fasce deboli del mercato o i disoccupati. In questo caso, i 9 miliardi messo in campo dal Governo potrebbero non ottenere gli effetti sperati.

Reddito di cittadinanza 2019 lavori da svolgere: quali sono?

Per avere diritto al reddito di cittadinanza bisognerà rendersi disponibili per 8 ore a settimana da impiegare in attività lavorative nel Comune di residenza. Questo, come dichiarato dal Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, è il modo con cui si ricambia l’investimento, fatto dallo Stato, con la corresponsione del contributo di 780 euro mensili. Si tratta di lavori socialmente utili. Ovvero? Genericamente si intendono tutte quelle attività che hanno come oggetto la realizzazione di opere e la fornitura di servizi di utilità collettiva, quale ad esempio l’assistenza di persone in difficoltà, come anziani o portatori di handicap. Fanno parte dei lavori di pubblica utilità anche quelli che fanno riferimento alla rieducazione dei tossicodipendenti o dei detenuti. Ma questi non sono i soli. Ci sono lavori socialmente utili anche nel settore dell’ambiente e del territorio, come la tutela delle aree protette e dei parchi naturali o anche la raccolta differenziata. Lo stesso vale per coloro che realizzano opere necessarie allo sviluppo dell’agricoltura o al miglioramento della rete idrica, oppure si dedicano alla conservazione delle aree urbane e alla valorizzazione del patrimonio culturale.

Reddito di cittadinanza 2019 limitazioni

Il reddito non sarà pagato in contanti, ma potrà essere speso attraverso una carta elettronica tipo bancomat. L’esempio più calzante, probabilmente, è quello dei buoni pasto elettronici che già oggi utilizzano molti lavoratori. Anche perché i soldi del sussidio, come ha ricordato il vice premier Di Maio, non potranno essere sperperati in spese «immorali». Dove per «immorali» Di Maio intende il consumo dialcol, sigarette e il gioco. Sostanzialmente ci si potrà fare la spesa nei supermercati (italiani), ma anche comprare uno scaldabiberon. Ma se gli acquisti nelle catene di elettronica fossero eccessivi, potrebbero scattare i controlli della Guardia di finanza. I soldi, poi, non saranno tutti caricati sulla tessera. Ad ogni acquisto seguirà un pagamento diretto da parte del Tesoro. Questo serve ad evitare che chi riceve il reddito poi lo risparmi. Le somme non spese a fine mese, infatti, torneranno allo Stato.

 

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