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Reddito di cittadinanza, rubano i dati ad un’anziana per ottenere il sussidio: scoperta truffa a Pagani

Di storie sul reddito di cittadinanza in questi mesi ne abbiamo raccontate tante, vicende positive e talvolta anche negative. Il caso segnalato a Pagani, comune della Campania, appartiene purtroppo ai secondi: si tratta di un raggiro ai danni di un’anziana signora che ha sporto denuncia alla Procura di Salerno per il reato di truffa aggravata nei riguardi della rappresentante legale di un patronato. A sua insaputa era stata presentata, infatti, la richiesta per il reddito di cittadinanza con i suoi dati personali.

Reddito di cittadinanza, rubano i dati ad un’anziana per ottenere il sussidio

A segnalare l’accaduto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli: «Nella denuncia la vittima ha raccontato che, lo scorso febbraio, ha prodotto la certificazione Isee per accedere al beneficio del pacco alimentare presso una chiesa. Il mese successivo ha presentato la domanda per il reddito di cittadinanza, allegando tale documentazione. Dopo una regolare erogazione della misura nel mese di aprile, a partire dal mese di maggio l’Inps ha smesso di corrisponderle la mensilità. Presi contatti con l’istituto, ha scoperto che a suo nome risultavano degli Isee incongruenti. In pratica qualcuno ha presentato una certificazione a suo nome senza la sua autorizzazione!». L’anziana signora ha così compreso di essere stata vittima di una truffa: in maniera illegale qualcuno si era impossessato dei suoi dati personali. «Ricostruendo la vicenda ha ricordato che alla consegna del pacco alimentare era presente la responsabile di un altro Caf, quello dal quale risulta effettivamente inviata la certificazione non autorizzata!», ha chiarito sempre il consigliere Emilio Borrelli.

Le parole del consigliere regionale Borrelli: «Occorre fare giustizia!»

Soltanto dopo aver contattato l’Inps, l’anziana signora ha scoperto che a suo nome risultavano dei dati Isee incongruenti con la sua situazione reddituale. Senza contare poi che qualcuno si era preso la briga di presentare una certificazione a suo nome, senza alcun permesso. In virtù dei danni subiti la vittima della truffa ha denunciato quanto successo, il danno c’è stato eccome: l’anziana non ha potuto più beneficiare dell’erogazione delle misure di sostegno al reddito. «L’incongruenza nella documentazione ha creato gravi problemi economici alla malcapitata che, di punto in bianco, non ha potuto più accedere alle misure di sostegno al reddito, con grave pregiudizio al sostentamento della sua famiglia. Occorre dunque fare giustizia su questa assurda vicenda. Riponiamo la massima fiducia nel lavoro dei magistrati e speriamo che l’inconveniente di cui rimasta vittima la donna possa essere risolto quanto prima, in modo che possa tornare a percepire la misura a cui ha diritto!», ha concluso il consigliere Francesco Emilio Borrelli.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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