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Reddito di inclusione 2017: che cos’è, a chi spetta e quando si potrà richiedere?

Come annunciato da UrbanPost nelle scorse settimane, il REI – Reddito d’Inclusione – è legge, dopo che il Senato ha dato il via libera al Piano nazionale contro la povertà: ma in che cosa consiste esattamente questa misura e a chi spetta? Ecco che cosa bisogna sapere.

Che cos’è il REI e chi ne potrà beneficiare

Il reddito d’inclusione è uno strumento pensato per sostenere tutte quelle famiglie in condizioni di povertà assoluta. La misura, che sostituirà in toto la sperimentazione regionale del SIA, prevede una dotazione di 1,6 miliardi, che il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti vorrebbe innalzare, stando a quanto riferito da Repubblica.it, a quota 2 miliardi “considerando anche le risorse europee”. In questo modo si punta a raggiungere 400mila famiglie povere con figli minori a carico; rispetto al SIA, il cui importo era di 400 euro mensili, il contributo potrebbe essere innalzato di qualche decina d’euro (anche se, secondo le ultime indiscrezioni, il calcolo potrebbe essere variare in base al numero dei componenti del nucleo familiare). A beneficiarne, sotto forma di carta prepagata, sarebbero coloro che hanno un reddito Isee pari o inferiore ai 3mila euro annui.

Qual è l’aspetto innovativo?

L’erogazione del sussidio economico non potrà essere disgiunta da misure di accompagnamento al lavoro e di reinserimento nella società. Per questo motivo il piano prevede anche un rafforzamento del ruolo dei centri per l’impiego che potranno contare su 600 ulteriori unità di personale che, collaborando con i servizi sociali del territorio, favoriranno il collocamento al lavoro delle persone in maggiore difficoltà.

Quando entrerà in funzione

Il Ministero del Lavoro ha già cominciato a lavorare ai provvedimenti attuativi della delega, che dovranno essere approvati entro 6 mesi, anche se si conta di accelerarne i tempi. Se tutto procederà secondo le previsioni, riferisce Avvenireil reddito di inclusione dovrebbe diventare ufficialmente operativo a settembre, altrimenti c’è il rischio che possa “slittare” all’inizio del prossimo anno. Intanto ricordiamo ai lettori interessati che in questo periodo transitorio è ancora possibile richiedere il SIA.

In apertura: foto di Pexels/Pixabay.com

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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