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Reddito di inclusione 2017: che cos’è e cosa cambia? Le novità sulla misura contro la povertà

Il reddito d’inclusione – noto anche con l’acronimo di REI – è diventato ufficialmente realtà. Dopo la pubblicazione della misura nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 24 marzo 2017, in molti si stanno domandando che cosa sia esattamente la misura e quali siano gli aspetti innovativi della delega sul contrasto della povertà appena approvata: ecco cosa cambia.

Che cos’è il reddito di inclusione e come cambia il contrasto alla povertà

Si tratta di una misura volta a contrastare la povertà, intesa come l’impossibilità di avere a disposizione servizi e beni che permettono di condurre una vita dignitosa. Per questo si è deciso di articolare il reddito di inclusione in due azioni: non solo la concessione di un sussidio economico, ma anche una componente di servizi alla persona che consiste in misure attive di accompagnamento al lavoro e di reinserimento nella società. Il fine, quindi, non è meramente assistenzialistico: si tratta piuttosto di fornire alle persone maggiormente in difficoltà una serie di strumenti per ricollocarsi a livello lavorativo, attraverso l’adesione a un piano personalizzato. In quest’ottica, il piano prevede anche la promozione di accordi territoriali tra i servizi sociali e gli altri enti o organismi competenti per l’inserimento lavorativo, l’istruzione e la formazione, le politiche abitative e la salute, nonché il coinvolgimento di risorse della comunità e delle organizzazioni del Terzo settore.

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A chi spetta il REI?

Il reddito d’inclusione spetterà a chi vive in condizioni di povertà assoluta, prevedendo una valutazione dell’ISEE (secondo le ultime indiscrezioni, i primi a beneficiarne potrebbero essere coloro che hanno un reddito pari o inferiore ai 3.000 euro annui); la misura potrebbe essere corrisposta sotto forma di carta prepagata e affiancata, appunto, a un progetto che prevede l’affrancamento dalla condizione di povertà.

Intanto segnaliamo ai lettori che i decreti legislativi di attuazione della misura dovranno essere approvati entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge delega: non mancheremo di aggiornarvi.

In apertura: foto di Johnhain/Pixabay.com

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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