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Reddito d’inclusione 2017: che cos’è, cosa cambierà e per chi

Reddito d’inclusione 2017: che cos’è, cosa cambierà e per chi

La delega data al Governo per contrastare la povertà, con 138 sì, 71 no e 21 astenuti, è legge. Il Senato ha approvato la normativa che era già passata all’esame della Camera a luglio scorso e per circa 400mila famiglie arriverà un sussidio che si aggirerà intorno ai 500 euro al mese. Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio dei Ministri ha commentato su Twitter: “Un passo avanti per venire incontro alle famiglie in difficoltà. Impegno sociale priorità del Governo”. Mentre il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha espresso la sua soddisfazione e ha sottolineato che si tratta di “un passo storico” nella direzione di una misura valevole per tutti che tiene conto dello stato di necessità e non dell’appartenenza a singole platee come anziani, disoccupati o genitori soli.

Reddito d’inclusione 2017: Piano nazionale contro la povertà che cos’è, cosa cambierà e per chi

L’approvazione da parte del Senato del DDl introduce il reddito di inclusione: la norma farà partire in concreto il Piano nazionale contro la povertà, che quest’anno avrà in dotazione 1,6 miliardi di euro che saranno strutturali e ammonteranno a 1,8 miliardi dal 2018. Per la prima volta in Italia si garantisce un sostegno economico al 24,5% delle famiglie che risultano versare sotto la soglia di povertà. Il Reddito di inclusione affronta così il problema della povertà. Dopo 10 anni di crisi economica 4 milioni e mezzo di italiani versano in condizioni di estrema difficoltà. La delega ha dato al Governo il potere di statuire su tre punti: il varo di una misura nazionale di contrasto alla povertà e l’esclusione sociale; il riordino delle prestazioni assistenziali finalizzate al contrasto della povertà; il rafforzamento del coordinamento degli interventi in materia di servizi sociali. Il Ministro Poletti ha spiegato i beneficiari del sostegno economico saranno circa 400mila nuclei familiari con minori a carico. Molto presto seguiranno i decreti attuativi: “Già nelle prossime settimane”.

Reddito d’inclusione 2017: che cos’è, come funziona

Il reddito d’inclusione, come già anticipato, sostituirà il Sia, sostegno per l’inclusione attiva, operante da settembre 2016, sotto forma di carta prepagata, di cui finora hanno beneficiato circa 65 mila famiglie per un totale complessivo di 250 mila persone. Nei prossimi giorni, il Ministero del Lavoro emanerà un decreto per allargare il bacino dei beneficiari fino al raggiungimento di oltre 400 mila famiglie, per un totale di 1 milione e 770mila persone, e aumenterà da 400 a 480 euro il tetto massimo. Il Rei sostituirà il Sia e si caratterizzerà per un livello essenziale di prestazione che sarà unico a livello nazionale e suscettibile di monitoraggio da parte di una cabina di regia con competenze su tutto il territorio italiano. La misura prevede un beneficio di tipo economico e una serie di servizi alla persona, garantiti dalla rete dei servizi locali e degli interventi sociali. Per il sostegno economico è previsto un limite di durata, con la possibilità di rinnovo, previa verifica dei requisiti, con l’obiettivo della ridefinizione o del completamento del programma personalizzato previsto. Nella fase attuativa verrà stabilita la soglia del sostegno e le modalità di pagamento. Alla fine del 2017 già una platea di circa 400 mila famiglie dovrebbero poterne usufruire fino a un massimo di circa 480 euro al mese.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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