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Reddito d’inclusione 2017: che cos’è e a chi spetterebbe, tutte le novità

 

Reddito d’inclusione 2017: che cos’è?

Questa settimana approderà alla Camera il testo del disegno di legge sul contrasto alla povertà appena approvato dalla Commissione Lavoro del Senato. Il disegno di legge previsto come collegato alla manovra finanziaria del 2016, dopo sette mesi di lavori sulla stesura del testo, aspetta ora solo di essere approvato in via definitiva dal Parlamento. La delega dà il potere al Governo di statuire su tre punti: il varo di una misura nazionale di contrasto alla povertà e l’esclusione sociale; il riordino delle prestazioni assistenziali finalizzate al contrasto della povertà; il rafforzamento del coordinamento degli interventi in materia di servizi sociali. La delega riconosciuta al Governo punta a concretizzare il Piano nazionale contro la povertà che era stato già previsto nella legge di Stabilità 2015, allargando il bacino dei beneficiari del cosiddetto Reddito di inclusione sociale (Reis) subordinato all’Isee e all’aderenza a progetti di inclusione sociale e lavorativa.

Reddito d’inclusione 2017: beneficiari, requisiti e condizioni

Il Piano nazionale antipovertà si propone di sostituire lo strumento di previdenza sociale che il Governo finora ha portato avanti, ovvero il Sia (Sostegno per l’inclusione attiva) che prevede sostegni ai nuclei familiari più deboli ovvero in stato di povertà. Il nuovo reddito di inclusione si stima che possa riguardare 400 mila famiglie che risultano versare in stato di povertà. Come già previsto dal Sia, il reddito di inclusione dovrebbe essere assegnato ai nuclei familiari con Isee non superiore a 3mila euro. L’erogazione del sostegno dovrebbe essere condizionata, come avveniva per usufruire del sussidio del Sia, alla partecipazione attiva alle ricerche di occupazione e alle iniziative di formazione e riqualificazione di tutti i membri della famiglia sostenuta, tanto che se qualcuno dei componenti non si dovesse attenere al programma di inclusione anche tutto il resto della famiglia perderebbe il diritto alla misura di sostegno.

Reddito d’inclusione 2017: che cos’è e come funziona

Il nuovo reddito d’inclusione dovrebbe quindi prendere a modello lo strumento del più conosciuto Sia. Per sostegno di Inclusione Attiva si deve intendere la misura di sostegno economico per le famiglie in situazione di povertà che abbiano tra i propri componenti un soggetto disabile, una donna in gravidanza o un figlio minore. Si differenzia da altri benefici di natura assistenziale in quanto la sua fruizione è garantita dall’osservanza del programma previdenziale riservato ai membri della famiglia beneficiaria. Le modalità con cui si potrà usufruire del reddito di sostegno dovrebbero essere semplici e simili a quelli previsti per il Sia: il credito erogato finora è stato versato su carta prepagata, con la quale i beneficiari potevano acquistare generi alimentari, beni di prima necessità e medicinali, con il nuovo Reis la carta prepagata dovrebbe scomparire, ma non si sa ancora con quale strumento verrà sostituita. Sicuramente come per il Sia il sostegno economico si perderà nel caso di comportamenti inconciliabili con i fini del progetto da parte dei membri del nucleo familiare beneficiario della misura e nei casi stabiliti dai singoli provvedimenti comunali, gli stessi Comuni possono revocare o escludere i beneficiari.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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