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Reddito di Inclusione come funziona: chi ne ha diritto? Aiuti per 400mila famiglie

Il Reddito di inclusione è finalmente legge. L’aula del Senato ha approvato in via definitiva il ddl sul contrasto alla povertà. I sì sono stati 138, 71 i no, gli astenuti 21. L’articolo unico del ddl, che è collegato alla manovra finanziaria, delega il governo ad adottare entro sei mesi più decreti legislativi per introdurre una misura di contrasto della povertà assoluta, denominata reddito di inclusione. Per riordinare le prestazioni di natura assistenziale e per rafforzare e coordinare gli interventi dei servizi sociali garantendo in tutto il territorio nazionale i livelli essenziali delle prestazioni. Ma come funziona? A chi è rivolto? Quanti e quali sono i fondi del reddito di inclusione? Tutto quello che devi sapere.

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Reddito di inclusione, cosa prevede la legge?

Reddito di inclusione, il ddl è stato approvato definitivamente dal Senato ed è una legge delega e dunque si prevede che il governo emani, entro sei mesi, uno o più decreti con i quali dare concreta attuazione ai principi contenuti nella delega. Si tratta di: “Una misura nazionale di contrasto alla povertà denominata reddito di inclusione”. Inoltre, è previsto poi il riordino delle prestazioni di natura assistenziale finalizzate al contrasto alla povertà, ad eccezione di quelle rivolte agli anziani oltre l’età di lavoro, delle misure a sostegno della genitorialità e quelle per disabili e invalidi.

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Reddito di inclusione, come funziona?

Come funziona il reddito di inclusione? Si tratta di uno strumento universale ma selettivo. Come si legge nel ddl: “condizionato alla prova dei mezzi sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) tenendo conto dell’effettivo reddito disponibile e di indicatori della capacità di spesa, nonché all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all’affrancamento dalla condizione di povertà”.  A chi si rivolge il reddito di inclusione? Sarà rivolto sia a cittadini italiani sia stranieri, ma sarà fissato un periodo minimo di residenza nel territorio nazionale per avere diritto al beneficio. In sostanza, per usufruirne occorrerà essere al di sotto di un certo livello di reddito secondo i parametri Isee, essere residenti in Italia da un certo numero di anni (ancora da stabilire) ed essere disponibili a seguire programmi di inserimento lavorativo.

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Reddito di inclusione, chi ne ha diritto?

L’obiettivo è quello di raggiungere le persone in povertà assoluta, che l’Istat calcola in 4,6 milioni, circa 1,6 milioni di famiglie nel suo ultimo rapporto ma le risorse stanziate non bastano certamente. La stessa legge delega prevede dunque di dare priorità ad alcuni soggetti: “nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave o con donne in stato di gravidanza accertata o con persone di età superiore a 55 anni in stato di disoccupazione”. La prima reale ipotesi è perciò quella di raggiungere con il beneficio circa 250-300mila famiglie, fino a 1,5 milioni di persone. In particolare 500mila minori, cioè la metà del milione di bambini che versa in condizioni di assoluta miseria.

Reddito di inclusione, quanti fondi a disposizione?

La legge di Stabilità ha stanziato 1 miliardo e 150 milioni per quest’anno, a cui andranno aggiunti i fondi non spesi lo scorso anno per un totale di circa 1,6 miliardi. Sempre secondo il governo a fine anno si possono raggiungere con altri risparmi e utilizzo di fondi europei quasi 2 miliardi. Si tratta di una cifra assai limitata.

Reddito di inclusione, qual è la cifra per le famiglie povere?

La cifra è variabile in base alla condizione reddituale, al numero dei componenti il nucleo e al luogo di residenza. Il parametro indicativo può essere quello della soglia di povertà assoluta anch’essa variabile. Per un singolo oscilla tra 552 euro al mese per chi abita in un piccolo comune nel Mezzogiorno a un massimo di 819 euro mensili per chi risiede in un grande centro del Nord, per una famiglia di 4 persone da 1.098 a 1.534 euro. Il contributo monetario è ancora da stabilire e dovrebbe tendere a coprire la differenza fra il reddito disponibile e la soglia di povertà assoluta. In questa prima fase, però, viste le risorse stanziate, il contributo sarà ridotto intorno a un massimo di 480 euro al mese per nucleo familiare.

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