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Referendum 4 dicembre 2016, Matteo Renzi e le elezioni anticipate: ecco la verità

Il Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016 è ormai alle porte. Si voterà questa domenica, poi sarà tempo di responsi, con tutte le conseguenze del caso. Sarà una settimana decisiva per l’esecutivo targato Renzi: l’opposizione spinge, sperando di far crollare il governo targato PD. L’attuale Presidente del Consiglio continua a rilanciare: “Cambiamo ora o mai più.” In tutto questo, i cittadini sono i balia degli strilloni. Necessita chiarezza su cosa si voterà domenica 4 dicembre 2016 e quali saranno i cambiamenti per l’Italia che, comunque vada, dalla prossima settimana sarà diversa, sia che vinca il sì, sia che vinca il no.

Ma cosa cambierà dopo il Referendum del 4 dicembre 2016? Soprattutto, quando si tornerà a votare per l’esecutivo?  Se vince il No, elezioni anticipate; altrimenti la legislatura toccherà la sua scadenza naturale, nel 2018. Ma non è vero, almeno stando a quanto sostenuto dagli esperti. Si voterà comunque in Primavera. Anche qualora dovesse vincere il Sì e sarebbe una mossa strategica di Matteo Renzi, forte dell’ennesima vittoria elettorale degli ultimi anni. Tutto questo per una ragione istituzionale: si può tenere in vita, per un paio d’anni ancora, un Senato abrogato dal voto popolare? E allora preparatevi, perché la campagna elettorale non è che al suo primo turno.

Per capire come sarà indirizzato il Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016 andiamo a scoprire anche quali saranno le intenzioni di voto dei  giovani elettori italiani.

>>> TUTTO SUL REFERENDUM COSTITUZIONALE <<<

A tal proposito, risultano interessanti i dati forniti dallo studio IPR, in collaborazione con TECNE. Nella fascia d’età 18-34 anni, infatti, il No è rispettivamente al 62 e al 58 per cento. Più indecisa la sfida nella fascia d’età 35-54 anni, mentre tra gli ultracinquantenni il Sì resta in vantaggio solo per Ipr (56-44), sebbene, nell’ultima settimana, la svolta a favore del No è avvenuta anche tra i più anziani (questa settimana è 51-40 per chi si dice contro la riforma Boschi).

>>> ECCO COSA PENSA BERLUSCONI DEL REFERENDUM <<<

Altri dati interessanti presi in esame in vista del Referendum del 4 dicembre 2016 sono quelli relativi alla distribuzione geografica: per Tecnè il No vince ovunque, da nord a sud, da est a ovest. Per Ipr il Sì resiste – di poco – solo nel Nord Ovest (51 per cento) e al Centro (50 e 50). In alcune zone d’Italia il NO vincerebbe a mani basse  al Nord Est e al Sud e nelle isole. Ma, secondo gli esperti di Tecnè, i margini di miglioramento per i favorevoli vanno registrati nel Nord Ovest e al Sud, anche per via del fatto che si tratta di regioni più popolose.

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