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Referendum 4 dicembre abolizione CNEL: cosa è, come funziona, quanto costa? Tutto quello che dobbiamo sapere

La fatidica data del 4 dicembre 2016 si sta avvicinando e ancora, in tanti, sono indecisi su cosa votare al Referendum Costituzionale. Tra i cavalli di battaglia della Legge Boschi c’è anche la presunta abolizione del CNEL. Di cosa si tratta? Come funziona questo organo consultivo? Quanto costa? Di seguito, una linea guida su cosa sia il CNEL che, ricordiamo, sarà abolito solo qualora dovesse vincere il sì. In caso di vittoria del “No”, invece, l’organo resterebbe al suo posto.

>>> QUELLO CHE DOBBIAMO SAPERE SUL REFERENDUM COSTITUZIONALE <<<

COSA È IL CNEL – Si tratta di un organo previsto dall’articolo 99 della Costituzione Italiana. Istituito nel 1957, la sua composizione, e relativi compiti, sono stati disciplinati con una legge del 1986. Il CNEL svolge prettamente due funzioni: esprimere pareri e promuovere le iniziative legislative in materia economico-sociale. Per esempio, è compito del CNEL prendere in esame le leggi tributarie e di bilancio, oltre quelle costituzionale. Il CNEL, dunque, viene fondato come organo consultivo del Governo, delle Camere e delle Regioni utile per la mediazione tra lavoratori e imprese. L’art. 99 della Costituzione Italiana ricorda come: “Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa. È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge. Ha l’iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge”.

>>> LEGGE DI BILANCIO 2017: COSA DOBBIAMO SAPERE <<<

CNEL COME FUNZIONA – L’eliminazione del CNEL è uno dei punti di forza della riforma costituzionale, soprattutto in chiave di spending review. Il Consiglio del CNEL è composto da 64 consiglieri, con mandato di 5 anni che può essere riconfermato.
Troviamo: 10 esperti, qualificati esponenti della cultura economica, sociale e giuridica. Di questi, 8 nominati dal Presidente della Repubblica e 2 proposti dal Presidente del Consiglio dei Ministri;
48 rappresentanti delle categorie produttive, dei quali 22 in rappresentanza del lavoro dipendente, di cui 3 in rappresentanza dei dirigenti e quadri pubblici e privati, 9 in rappresentanza del lavoro autonomo e 17 in rappresentanza delle imprese;
6 in rappresentanza delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni del volontariato, dei quali, rispettivamente, tre designati dall’Osservatorio nazionale dell’associazionismo e tre designati dall’Osservatorio nazionale per il volontariato.
Il presidente del CNEL viene nominato con decreto del Presidente della Repubblica, al di fuori degli altri componenti.

CNEL QUANTO COSTA –  Secondo quanto riportato dallo stesso sito del CNEL, ogni anno lo Stato stanzia per l’organo consultivo tra i 15 e i 20 milioni di euro. Le spese, nell’ultimo bilancio 2014, sono così ripartite: 3 milioni e 300 mila euro per il personale amministrativo, 1 milione e 920 mila euro per le competenze fisse e continuative del presidente Antonio Marzano, dei 2 vice e dei 64 consiglieri sopra descritti. Si tratta per la maggior parte di over 65. Nessun problema a livello di impregno, dal momento che il CNEL si riunisce mediamente una volta al mese per uno stipendio che al netto delle tasse e trattenute si aggira intorno ai 1.300 euro. Le altre spese contenute nella previsione di bilancio sono decisamente meno chiare, si parla infatti, di 3 milioni e 380 mila euro per gli “oneri derivanti da accordi e 2 milioni e mezzo per “l’acquisizione dei dati necessari all’attività di programma.”

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