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Referendum 4 dicembre, Sì o No? I pro e i contro della Riforma Costituzionale

Referendum 4 dicembre: si avvicina l’importante appuntamento elettorale per gli italiani, chiamati ad esprimersi in merito alla approvazione o meno della Riforma della Carta Costituzionale Boschi-Renzi proposta dall’attuale governo.

Per il Referendum Costituzionale 2016 si voterà nella sola giornata di domenica 4 dicembre: i seggi saranno aperti dalle ore 7:00 alle 23:00. Il referendum del 4 dicembre non prevede il quorum, ciò significa che a urne chiuse vincerà il quesito che avrà raccolto il maggior numero di voti. Le sorti della Riforma Costituzionale saranno dunque decise dalla maggioranza; se ci saranno più voti ‘No’ si manterrà lo status quo, se invece vincerà il ‘Sì’, la Carta Costituzionale sarà modificata:  Referendum costituzionale 2016: cosa cambia per la Sanità se vince il ‘Sì’ .

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Quali sono i pro e i contro di questa Riforma? Molto contestato dal fronte del No il testo del quesito referendario: è di pochi giorni fa il rigetto del ricorso – “Il quesito non lede il diritto di voto” – in materia presentato dal costituzionalista Valerio Onida (Qui i dettagli). Un testo unico che in realtà consta di cinque quesiti inerenti a questioni eterogenee, che tuttavia l’elettore, votando ‘Sì’ o ‘No’, potrà o accettare o rifiutare per intero senza entrare nel merito di ciascuna tematica. Chi sostiene il No ritiene che la Riforma, anziché superare il bicameralismo paritario lo renderebbe più confuso, creando conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e nuovo Senato.

I fautori del Sì – in primis il premier Matteo Renzi (“È un grandissimo bivio tra l’italia che dice Sì e quella che sa solo dire No”, ha detto il presidente del Consiglio aprendo la campagna elettorale a Firenze) – ritengono invece che questa sia la grande occasione per rinnovare l’Italia, un salto di qualità per il sistema politico del nostro Paese e per il suo farraginoso processo legislativo che verrebbe snellito. Il fronte del No invece giudica questa Riforma “l’anticamera di uno stravolgimento totale dei principi della nostra Costituzione e di una sorta di nuovo autoritarismo”. I maggiori dubbi riguardano il nuovo rapporto tra Stato centrale e regioni che scaturirebbe dall’approvazione della Riforma, qui i dettagli: Referendum costituzionale 2016: cosa cambia per la Sanità se vince il ‘Sì’

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