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Referendum costituzionale 2016, Mario Monti si schiera: “Voterò no”

Mario Monti voterà no al Referendum costituzionale 2016 del prossimo 4 dicembre. L’ex commissario Ue e presidente del Consiglio ha spiegato in un’intervista rilasciata al Corriere della sera il perché il suo voto sarà contrario alla riforma Boschi.

Pur condividendo “la modifica del rapporto tra Stato e Regioni, l’abolizione del Cnel e la fine del bicameralismo perfetto” Monti voterà no al referendum costituzionale 2016 “perché il vero costo della politica non è quello dei senatori, ma risiede nel combinato disposto fra la Costituzione, attuale o futura, e metodo di governo con il quale si è lubrificata da tre anni l’opinione pubblica con bonus fiscali, elargizioni mirate o altra spesa pubblica perché accettasse questo”.

Una decisione frutto di una lunga riflessione: “Ho riflettuto a lungo in proposito, e ho concluso che votare Sì al referendum significherebbe votare Sì al tenere gli italiani dipendenti da questo tipo di provvidenza dello Stato”. Un ‘No’, il suo, che tuttavia ammette alcuni aspetti positivi della Riforma, inscindibilmente legati, in un quesito unico, ad altri per lui inaccettabili: “Mi risulta impossibile dare il mio voto a una Costituzione che contiene alcune cose positive e altre negative, ma che sembra avere richiesto una ripresa in grande stile di quel metodo di governo che a mio giudizio è il vero responsabile dei mali più gravi dell’Italia: evasione fiscale, corruzione, altissimo debito pubblico”.

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“In caso di vittoria del Sì non sparirebbe ogni democrazia”, viceversa se vincesse il No “non sparirebbero gli investitori esteri”, rassicura il professor Monti. “La Ue può stare tranquilla: l’Italia non rischia di cadere e di travolgere l’euro”. Per ciò che concerne la ‘personalizzazione’ di questo Referendum, che il premier Matteo Renzi ha legato al futuro stesso del suo Esecutivo e della sua carriera politica, Mario Monti ha asserito che per lui Renzi non dovrebbe dimettersi da presidente del Consiglio, in caso di una vittoria del No: “Se tuttavia dovesse lasciare non vedo particolari sconvolgimenti. Toccherà al Capo dello Stato decidere, ma sarebbe facilmente immaginabile una sostanziale continuazione dell’assetto di governo attuale con un altro premier parte della maggioranza”.

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