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Referendum Costituzionale, cosa cambia per le Regioni se vince il sì

Stiamo per entrare nel mese caldo del Referendum Costituzionale. Mancano circa quaranta giorni al 4 dicembre 2016 quando gli italiani saranno chiamati a votare “Sì” o “No” per confermare o respingere la cosiddetta riforma Renzi-Boschi, contenuta nella legge costituzionale approvata dal Parlamento il 12 aprile 2016. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sta incentrando il futuro del suo Governo sul passaggio di questa riforma costituzionale. “È l’ultima occasione, poi gli italiani non avranno possibilità di cambiare. Non prima di trent’anni.” Più o meno questo il monito del Premier nel suo tour “elettorale” delle ultime settimane. Ma per rendere più chiare le idee, andiamo a vedere cosa succederebbe se dovesse vincere il sì. Oggi prendiamo in esame il caso “Regioni”: cosa cambia per gli enti regionali? Le città metropolitane esisteranno? E le Province? Di seguito, tutte le risposte ai vostri dubbi. 

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Anzitutto ci sarà una nuova forma di “Federalismo”: verranno riportate in capo allo Stato alcune competenze come energia, infrastrutture strategiche e sistema nazionale di protezione civile. Inoltre, su proposta del governo, la Camera potrà approvare leggi anche nei campi di competenza delle Regioni. Quando potrà accadere questo? Solo e soltanto “quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale.” Come sarà stabilito il numero di senatori in rapporto alle regioni? I 95 senatori saranno ripartiti in base al loro peso demografico; toccherà ai Consigli Regionali, invece, eleggere con metodo proporzionale i senatori tra i propri componenti: uno per ciascuna Regione dovrà essere un sindaco.

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Se dovesse vincere il sì al Referendum Costituzionale del prossimo 4 dicembre, cosa cambierà per le regioni a Statuto Speciale? Per loro non si applicheranno, fino alle revisione degli statuti, le modifiche del Titolo V – risalenti al 2001 –  che portano maggiori competenze allo Stato e meno alle Regioni. E così per le Province autonome di Trento e Bolzano. Infine, capitolo Province: qualora dovesse vincere il sì queste verrebbero cancellate dalla Costituzione, atto necessario per abrogarle definitivamente.  Esisteranno, invece, le Città Metropolitane così come i cosiddetti “enti di area vasta”, i loro eredi non elettivi e svuotati di potere, secondo quanto stabilito dalla legge Delrio.

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