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Referendum Svizzera Reddito di Cittadinanza: perché è stato pesantemente bocciato

Il Referendum Svizzero per il Reddito di Cittadinanza è stato pesantemente bocciato. Di cosa si trattava in dettaglio? Ci sono state città in cui ha vinto il SI? Perché la gran parte degli svizzeri si è opposta?

Referendum Svizzera Reddito di Cittadinanza: di cosa si trattava?

Il referendum svizzero per introdurre il Reddito di Cittadinanza, ufficialmente definito “Reddito di Base Incondizionato” dai suoi promotori, mirava ad assegnare, a ciascun cittadino un reddito minimo di 2500 €, se disoccupato, o un’integrazione pari alla differenza tra il reddito da lavoro e la cifra di 2500 €. Era previsto inoltre un reddito pari a 625 € per tutti i minori.

Quali sono stati i risultati del referendum?

A livello federale la percentuale media del NO è stata pari al 76,9%. Perché passi una proposta è necessario sia superare il 50% a livello federale, sia che il 50% sia superato nella maggioranza dei cantoni. Nessuno dei risultati è stato lontanamente avvicinato. Poche le eccezioni: 2 quartieri su 12 di Zurigo, 3 di Ginevra, e 3 piccoli centri, uno dei quali con soli 35 votanti, 18 a favore e 17 contro. Si tratta di percentuali apparentemente sorprendenti, viste da questa parte del confine. Il sistema svizzero prevede numerosi referendum ed iniziative di legge popolari (per la differenza tra i due istituti vedi qui) che raramente arrivano sui giornali mainstream: questo è stato uno dei casi in cui i giornali italiani hanno parlato diffusamente di una consultazione elvetica. Veniva fatto passare il messaggio che proprio nella “Ricca Svizzera” stava per essere introdotto un sistema che una parte dell’opinione pubblica italiana, e non solo, vede con sempre maggior favore. Gli stessi media che, a batosta avvenuta, minimizzavano la sconfitta dicendo che per la prima volta “si parlava apertamente della questione”. Come dire che, se qualcuno facesse un referendum per legalizzare il furto di galline, e questo venisse bocciato con una percentuale schiacciante, comunque sarebbe stato un bene che si fosse parlato apertamente di legalizzare il furto di galline.

Perché gli svizzeri si sono opposti in modo così compatto?

La “Ricca Svizzera” sta affrontando anche lei delle difficoltà: la continua svalutazione di euro, dollaro e yen, e la contemporanea rivalutazione del Franco Svizzero, non aiutano le esportazioni di aziende che comunque pagano stipendi molto elevati. Ci sono aziende che falliscono anche nella “Ricca Svizzera”, e persone che perdono il lavoro, e che dal giorno dopo si trovano a fronteggiare un costo della vita altissimo, tenuto alto più da alcune caste privilegiate, che da un effettivo potere d’acquisto della maggioranza dei lavoratori dipendenti. In questa situazione ci si sarebbe potuti aspettare un maggior favore per l’iniziativa del “Reddito di Base Incondizionato”. Questo dal punto di vista italiano.

Iniziative demagogiche come questa ed altre vengono sonoramente bocciate nella Confederazione, per il motivo che abbiamo spiegato nell’articolo sulla libertà economica: negli stati piccoli, con pochi abitanti, il cittadino ha immediatamente una conseguenza, in termini di più o meno tasse, di ogni sua scelta. Anche se i promotori di questa iniziativa popolare affermavano il contrario, il reddito garantito per tutti, oltre a disincentivare la ricerca di un lavoro, avrebbe avuto un pesante “prezzo” in termini di maggiori tasse. Negli stati con pochi abitanti non esiste un enorme calderone di spesa pubblica e debito dove entra ed esce di tutto. Una spesa in più diventa immediatamente una tassa in più, pagata da tutti e subito. Una spesa in meno diventa una tassa in meno. Gli svizzeri si sono chiesti se valeva la pena di pagare più tasse per pagare uno stipendio a tutti, anche a chi non ha voglia di lavorare, e 3 su 4 abbondanti si sono risposti che non ne vale la pena.

Nato a Molfetta, residente da più di 20 anni a Bergamo, e innamorato follemente di Milano. Laureato in Economia Aziendale, ha una passione smisurata per la pubblicità, che ha trasformato in lavoro, occupandosi di Consulenza di Marketing, Copywriting e "Socialcosi". Altre passioni sono i viaggi, la tecnologia, il calcio, le ragazze (non necessariamente in quest'ordine) e l'automobilismo, per cui è giornalista, telecronista e speaker in pista.

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