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Reggio Calabria, disposto il sequestro del Sant’Agata, centro sportivo della Reggina

Ieri mattina la città di Reggio Calabria si è svegliata con una notizia che tutti gli amanti della Reggina aspettavano da parecchio tempo. La Guardia di Finanza e la Polizia Provinciale hanno infatti disposto il sequestro delle strutture, ma non dei campi, del centro sportivo Sant’Agata. Il sequestro è stato effettuato a causa del terreno, a rischio idrogeologico R4 (livello di rischio molto elevato), per via del torrente Sant’Agata che scorre adiacente alle strutture.

La Reggina Calcio Spa aveva ottenuto la concessione del terreno dalla provincia di Reggio Calabria nell’anno 1989, questa prevedeva la costruzione dei campi da gioco e di qualche struttura prefabbricata. La società ha però costruito sede societaria, foresteria, spogliatoi, bagni, uffici e sette campi da gioco, per i quali però è stata sottoposta una domanda di condono. Risulta comunque di difficile comprensione perché il sequestro sia avvenuto a 25 anni di distanza dal centro di costruzione del centro sportivo.

La Reggina Calcio non è riuscita a completare l’iscrizione alla Lega Pro all’inizio di questa stagione, e la sua eredità è stata in parte raccolta dall’Asd Reggio Calabria che ha ricominciato dalla Serie D. Tuttavia i destini della neonata società centrano ben poco con quelli del Sant’Agata, dove Lillo Foti stava portando avanti un progetto con le giovanili. Raggiunto dalla Gazzetta del Sud, l’ex presidente della Reggina ha espresso il proprio rammarico: “ Ero in attesa del rinnovo della convenzione. Questo provvedimento blocca una struttura operativa in città, utile al percorso positivo per centinaia di giovani, dopo essermi speso notevolmente per un accordo con la Juventus e la FIGC. Provo tanta amarezza.” Più che altro ci sarebbe da provare amarezza per il destino di una squadra che per anni ha tenuto alto l’onore della città di Reggio e della Calabria intera.

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