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Reggio Emilia, donna avrà un figlio dal compagno morto

Una donna di 35 anni potrà avere un figlio da un impianto di embrione congelato prima della morte del compagno. E’ quanto ha deciso una sentenza rapidissima del Tribunale di Reggio Emilia, che ha dato il via libera alla strana procreazione in provetta.

Il caso non è nuovo all’esame della legge, e sarebbe il secondo avvenuto in Italia, dopo una sentenza di due mesi fa de Tribunale di Bologna; nel primo caso però la sentenza sarebbe venuta dopo quattro anni. Così si legge nelle motivazioni della sentenza: “Nell’ipotesi di embrioni crioconservati ottenuti con consenso di entrambi i componenti della coppia, di cui uno successivamente sia deceduto, gli articoli (…) non costituiscono limite alla esplicazione del diritto della donna ad ottenere il trasferimento degli embrioni“.

La donna, dopo svariati tentativi di mettere al mondo un figlio con il compagno, aveva deciso insieme a lui di rivolgersi all’equipe dell’ospedale del Santa Maria Nuova di Reggio Emilia per iniziare il percorso della procreazione assistita. Dopo la morte dell’uomo, avvenuta nell’estate scorsa, la 35enne aveva continuato l’iter della pratica, che tuttavia richiedeva il consenso di entrambi i membri della coppia. Da qui la donna ha cominciato un percorso legale che le ha fatto raggiungere in breve tempo una sentenza positiva.

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