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Regime forfettario e partita IVA: quali novità nel 2019?

Negli ultimi tempi si parla sempre molto di regime forfettario per professionisti e partita IVA in generale. Questo si deve al fatto che nel 2019 verranno introdotte alcune novità importanti. Il nuovo governo fin da principio aveva parlato dell’introduzione della flat tax proprio nel 2019, ma al di là di questa novità verranno introdotti molti cambiamenti proprio per il regime forfettario. Più nel particolare il regime forfettario sta per cambiare perché ci saranno alcune variazioni sulle soglie reddituali che lo caratterizzano. Questo permetterà a un numero crescente di professionisti di aderirvi ed entrare a far parte di questo regime fiscale davvero vantaggioso.

Le novità per il forfettario 2019

Come abbiamo accennato le nuove manovre del governo stanno per facilitare l’ingresso in un regime più favorevole a molte persone. In particolare, cambiano i requisiti per accedere al regime forfettario, come ci spiega Giampiero Teresi di regime-forfettario.it Secondo Teresi “si tratta di un’evoluzione molto importante che determina un’opportunità molto interessante per chi vuole aprire una partita iva senza doversi far carico di un carico fiscale eccessivo in rapporto al proprio fatturato”.
Le nuove manovre, infatti, hanno l’obiettivo di innalzare la soglia per il regime agevolato a 65 mila euro annui. Fin quando non supera tale soglia chi ha partita IVA può usufruire del regime agevolato.
Qual è il vantaggio principale di tale soglia? Il notevole vantaggio rispetto ai regimi ordinari è che si va a pagare un’aliquota IRPEF al 15%. Le nuove aperture di partita IVA, potranno usufruire di una aliquota ancora più vantaggiosa, pari a solo il 5%. Altra novità importante è che la soglia reddituale finalmente sarà uguale per tutti e non ci saranno più differenze relative ai codici ATECO.

La manovra avrà evidentemente delle forti ricadute sul mercato del lavoro. La nuova condizione agevolata spingerà molti imprenditori e professionisti a mettersi in proprio al fine di approfittare di tasse davvero basse e convenienti da pagare. Il regime forfettario è l’alternativa migliore per tutti coloro che decidono di mettersi in proprio cavalcando l’onda delle idee imprenditoriali più efficaci di questo momento storico.

Quali gli altri provvedimenti in vista?

Tra le novità introdotte ci sono anche altre possibili notifiche al regime forfettario per come è da sempre conosciuto. Si parla di eliminare anche i limiti di spesa per il pagamento dei collaboratori e dei beni strumentali. Ma non è tutto oro quello che luccica. La nuova normativa ha anche i suoi aspetti meno positivi.
La nuova normativa vede la perdita delle agevolazioni da regime forfettario se il professionista va ad offrire servizi e quindi fatturare per il suo vecchio datore di lavoro. In altre parole questo implica che un professionista farà meglio a non offrire servizi al suo vecchio datore di lavoro se non vuole perdere i vantaggi del forfettario.
Attenzione però, come clausola esiste la possibilità di offrire servizi al proprio ex datore di lavoro, ma solo nel caso il rapporto professionale sia stato interrotto da almeno 2 anni. Questo aspetto non è del tutto negativo perché potrebbe avere la ricaduta positiva a livello di tutela per i lavoratori: la norma deve impedire il licenziamento per poi chiedere apertura di partita IVA.

Bisogna notare però un fattore importante. Al nuovo regime forfettario non possono partecipare tutti ci sono alcune restrizioni di cui la principale è non avere quote di partecipazione in:

  • Associazioni
  • Società di Persone

Per quanto riguarda le quote in Srl queste si potranno detenere a patto che non si “controlli” la Società (ossia che la persona non possegga più del 50% di quote) e la Società non operi nello stesso campo della Ditta Individuale in Regime Forfettario. Si comprende dunque che queste sono novità pensate proprio per facilitare i nuovi imprenditori che non hanno altri affari in essere, soprattutto quelli che vogliono lanciarsi in avventure come quelle di start up innovative e sono destinati anche a prendere maggiori fondi e agevolazioni anche da altre fonti. Nel 2020 si attendono altri cambiamenti, si pensa ad inserire l’aliquota al 20% per coloro che guadagnano tra i 65 e i 100 mila euro all’anno.

Insomma il regime forfettario diventa, a tutti gli effetti, uno strumento davvero molto interessante per permettere a moltissimi lavoratori di mettersi in proprio pagando il giusto carico fiscale. Si tratta di un’evoluzione al passo con i tempi, visto e considerato che il numero di lavoratori dipendenti diminuisce e proprio la flessibilità della partita Iva potrebbe essere la chiave di volta per dare modo a moltissimi ragazzi di avviare un percorso lavorativo.

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