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Regno Unito al voto: Theresa May vince ma non ha la maggioranza, ipotesi dimissioni?

Regno Unito al voto, vince Theresa May. Ma è una “vittoria di Pirro” perché la Premier non ha la maggioranza in Parlamento. La May, infatti, ha un in lieve vantaggio rispetto ai Labour ma senza una maggioranza che le consenta di governare la Brexit. Si profila un parlamento bloccato, ‘appeso’ ad eventuali alleanze, allo stato assai improbabili. Intanto, il Labour di James Corbyn guadagna voti e seggi, e ha chiesto, già nella notte, le dimissioni del primo ministro. La ministra dell’Interno Rudd ha salvato il suo seggio per un pugno di voti. Fuori l’Ukip rimasto a bocca asciutta. Con le elezioni in Regno Unito di ieri, giovedì 8 giugno 2017, finisce il dominio Snp in Scozia e il referendum si allontana.

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Theresa May dimissioni: oggi parla il Premier britannico

Theresa May, primo ministro britannico, non avrebbe intenzione di dimettersi dopo il risultato elettorale di questa notte che vede il suo partito perdere la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento. Lo riporta SkyNews citando fonti del partito conservatore. La premier britannica parlerà in conferenza stampa alle ore 10 (11 in Italia). Niente maggioranza assoluta per il Partito Conservatore di Theresa May alle elezioni britanniche di ieri. Al momento i Tory sono quasi a 300 seggi e il Labour di Jeremy Corbyn oltre 250. La previsione finale si attesta per Conservatori a 318, quindi sotto la soglia magica di 326. Significa che si va verso un ‘hung Parliament’, un “Parlamento impiccato” alla necessità di dar vita a fragili coalizioni o a governi di minoranza. Theresa May fa sapere che non intende dimettersi.

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Theresa May senza maggioranza: le reazioni dell’opposizione

“Il Labour è pronto a formare un governo di minoranza.” Lo ha detto John McDonnell, numero due del partito Labour e Cancelliere dello Scacchiere ombra, dopo il risultato della notte elettorale. Per McDonnell sarebbe una coalizione del caos un eventuale accordo di governo fra i conservatori della premier Theresa May e il Dup, partito unionista nordirlandese.

“La ‘hard Brexit’ è finita nel cestino della spazzatura stanotte. Theresa May sarà probabilmente uno dei primi ministri con il mandato più breve della nostra storia”. Lo ha rivelato a Itv news l’ex cancelliere dello scacchiere, il conservatore George Osborne, contrario all’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. “Theresa May non può ora negoziare la Brexit perché ci ha detto che perdere la maggioranza avrebbe distrutto la sua autorità. E così è stato”. Lo scrive su Twitter l’ex leader laburista Ed Miliband, uscito sconfitto dal voto del 2015.

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Theresa May dimissioni: la richiesta del partito conservatore

Intanto, arrivano le prime richieste di dimissioni a Theresa May, anche dall’interno del Partito Conservatore, dopo il risultato elettorale di ieri. Colpa dell’inattesa resurrezione del Labour di Jeremy Corbyn, risalito a sua volta oltre il 40%. La premier “dovrebbe considerare ora la sua posizione”, ha detto alla Bbc, Anna Soubry, deputata anti-Brexit e da tempo voce critica nei confronti di May, rieletta d’un soffio dopo un primo annuncio ufficioso che l’aveva data per sconfitta. Una frase che tutti gli osservatori in studio hanno interpretato come un benservito. Ironico il commento di William Hague, ex leader Tory, che ha scritto: “Il nostro partito è una monarchia temperata dal regicidio”.

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