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Remember di Atom Egoyan, Venezia 72: recensione

Remember, film di Atom Egoyan in concorso alla 72. Mostra del Cinema di Venezia, con Christopher Plummer, Martin Landau, Bruno Ganz, Jürgen Prochnow e Heinz Lieven, ruota tutto attorno a tre tematiche principali: la vendetta, l’Olocausto e le false verità. Zev, il protagonista, interpretato da Christopher Plummer, è un uomo anziano ricoverato in un ospedale-casa, che soffre di demenza senile e vuoti di memoria quotidiani, che lo vedono costretto ad essere attorniato da persone che cercano di ricordargli puntualmente che la moglie Ruth è morta, ogni volta che lui parla di lei come se fosse ancora fisicamente viva. La memoria è il tassello di tutto il film, Zev non ricorda più, quanto prima non voleva ricordare.

La sete di vendetta è molto forte, quanto lo spettatore si sente in dovere di appoggiare tutte le decisioni di Zev dall’inizio alla fine del film, per restare poi stupido in un dialogo finale. L’Olocausto ha colpito la famiglia di Zev e il suo amico gli ricorda che aveva promesso che avrebbe ammazzato colui che aveva sterminato i propri cari, dopo la morte di Ruth. Zev mantiene la sua parola e fugge dall’ospedale-casa per rimettere tutto in ordine.

L’ordine, però, diventa caos delirante, e la sete di vendetta non è più il gioco banale per gli occhi dello spettatore, ma una forma di punti interrogativi che aumentano scena dopo scena. Zev è Zev? La sua pelle è marchiata da un numero, che lo collega a quello di un altro, un nemico presente e un amico passato. Remember è la chiave per scegliere se restare vivi.

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