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Renata pittrice scomparsa: marito e figlio indagati per omicidio e occultamento di cadavere

Renata pittrice scomparsa ad Ancona: indagati per omicidio e occultamento di cadavere il marito e il figlio della donna, Giuseppe e Simone Santoleri. Posta sotto sequestro dalla Procura di Ancona l’abitazione in cui i due uomini abitano, a Giulianova (Teramo, in Abruzzo), insieme alla Fiat 600 che sarebbe stata utilizzata da Pino Santoleri per accompagnare Renata nelle Marche, dopo i litigi in famiglia avvenuti la mattina del 9 ottobre. Quel giorno Renata aveva raggiunto Giulianova per andare a trovare il figlio, ma una voltagiunta in casa sua sarebbe scoppiata una lite con l’ex marito, che ha detto di averla riaccompagnata verso Ancona.

Il figlio 44enne della donna ha raccontato davanti alle telecamere di Chi l’ha visto? e Quarto Grado che il papà avrebbe accompagnato la madre, quel pomeriggio, al santuario di Loreto per pregare. Secondo il suo racconto Pino Santoleri avrebbe fatto scendere Renata vicino a una discarica sita nei pressi del santuario. “Escludo al 100% che mio padre possa averle fatto del male”, ha detto l’uomo prima di essere convocato dai carabinieri insieme al padre.

Renata Rapposelli è sparita nel nulla. I figlio quando parla di lei non riesce a dissimulare l’astio e l’acredine nutriti per la madre, che affondano le radici nel passato: “Circa 33 anni fa mia madre si è convertita, è diventata cristiana, diciamo … per lei ero Satana. Ero indemoniato, andavo a scuola alle superiori senza mutande né indumenti intimi: mia madre li bruciava per purificarmi, ho subito di tutto, mi buttava addosso secchi di acqua (benedetta) ghiacciata …”.

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L’uomo non ha nascosto gli attriti con la madre per questione di soldi, anche il giorno della scomparsa, il rancore nei suoi riguardi maturato negli anni, ed ha addirittura ammesso di aver pensato in giovane età di farle del male. Ma non ora, non adesso che è un adulto, che è riuscito a comprarsi una casa e a vivere tranquillo. Senza che gli venisse chiesto da Simone Toscano (l’intervista è stata mandata in onda ieri sera durante la puntata di Quarto Grado), Simone Santoleri ha fornito un alibi per le ore in cui la madre è sparita: “Sarebbe stato impossibile nascondere qualcosa qui, io sono rimasto a Giulianova, lo possono confermare i tabulati telefonici”.

Gli uomini della Scientifica sono rimasti 5 ore all’interno della sua abitazione per effettuare tutti i rilievi ed accertamenti del caso, mentre lui e il padre venivano sottoposti ad interrogatorio. Interrogatorio da cui sono usciti ufficialmente indagati per concorso in omicidio e occultamento di cadavere. Al 44enne sarebbe stato chiesto conto anche di una denuncia fattagli dalla ex moglie 6 anni fa, che l’uomo non ha negato: “Sì, c’era stato un tradimento da parte della mia ex moglie, io diciamo che non l’avevo presa bene. Lei dice che l’ho aggredita, ha sporto denuncia ma poi ha ritirato tutto …”.

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