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Renata pittrice scomparsa news: il giallo dei cellulari, spenti tutti in contemporanea

Scomparsa Renata Rapposelli ultime notizie: ieri è stato fatto un passo avanti verso la verità nell’ambito delle indagini sul giallo di Giulianova. I primi riscontri sul Dna hanno infatti confermato che il cadavere in avanzato stato di decomposizione, rinvenuto lo scorso giovedì in fondo a una scarpata nelle campagne di Tolentino, appartiene alla pittrice anconetana di cui non si avevano più notizie dallo scorso 9 ottobre.

Su quel copro, allo scopo di determinare cause e tempi della morte della donna (quasi certamente di natura violenta), oggi 15 novembre sarà eseguito l’esame autoptico presso l’ospedale di Macerata. Le risultanze potrebbero dunque dire se Renata sia morta il giorno stesso della scomparsa, dopo un breve e litigioso incontro con l’ex marito e il figlio nella loro casa di Giulianova, e soprattutto come. Il corpo senza vita è stato ritrovato in posizione fetale, il che ha fatto supporre da subito agli investigatori che la 64enne quando è caduta giù in fondo alla scarpata fosse ancora in vita.

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Domani i Ris andranno per la prima volta nella abitazione dove la donna viveva da sola, ad Ancona. Cercheranno tracce biologiche di altre persone per capire se prima o dopo la sua scomparsa qualcuno si sia introdotto nell’appartamento. Ad oggi la borsa, le chiavi e il cellulare della pittrice non sono stati ritrovati. Eppure il giorno della scomparsa, quando da Ancona si era recata in treno fino a Giulianova per andare a trovare il figlio (che non vedeva da anni e che credeva malato allo stomaco) li aveva con sé.

Simone Santoleri

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Pino Santoleri

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Il giallo dei telefoni cellulari

In queste ore l’attenzione degli inquirenti si sta concentrando, tra i vari elementi repertati, sui telefoni cellulari della vittima e di Simone e Pino Santoleri, rispettivamente figlio ed ex marito di Renata, indagati a piede libero per concorso in omicidio e occultamento di cadavere.

Posto che gli inquirenti hanno scoperto che a Simone erano intestate almeno tre schede sim, e che l’uomo utilizzasse più di un cellulare, appare molto strano che il cellulare di Renata funzionò per l’ultima volta alle 13:09 del 9 ottobre (il momento in cui, scesa dal treno, arrivò in casa dei due uomini a Giulianova), per poi spegnersi. Per sempre. Contemporaneamente – fonti degli inquirenti confermano – si spensero anche i cellulari di Simone e Pino Santoleri, per poi riaccendersi entrambi 3 giorni dopo.

Cosa significa ciò? Di certo gli inquirenti non ritengono plausibile considerarla una coincidenza, ma molto più probabilmente un indizio importante. Cosa accadde in quella casa dopo le 13:10? Le indagini vanno avanti a tutto campo.

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