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Renata Rapposelli news: da cella telefonica unica certezza investigativa

Renata Rapposelli ultime notizie: chi ha ucciso e perché la pittrice anconetana? L’interrogativo è ancora senza risposta. La procura di Ancona – competente per territorio poiché la denuncia di scomparsa della 64enne fu presentata nella città marchigiana da un suo amico – ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio in concorso e occultamento di cadavere l’ex marito e il figlio, Pino e Simone Santoleri.

Sono i due uomini, infatti, ad averla vista in vita prima che sparisse nel nulla il pomeriggio del 9 ottobre scorso. Quel giorno Renata aveva preso un treno da Ancona verso Giulianova: dopo 8 anni di totale assenza di frequentazione, infatti, aveva deciso di andare a trovare il figlio 43enne perché l’ex marito, che vive con lui, le aveva riferito che Simone era gravemente malato allo stomaco. Seppur con qualche tentennamento iniziale, la donna aveva infine deciso di andarlo a trovare.

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Renata Rapposelli: l’unica prova certa arriva dal suo cellulare

Che la pittrice sia giunta a Giulianova in treno è l’unica certezza ad oggi in mano agli inquirenti. Dagli accertamenti tecnici sulle celle telefoniche, infatti, è arrivata conferma infatti che la donna intorno alle 13 del 9 ottobre agganciò la cella che si trova lungo la linea ferroviaria Ancona-Giulianova. Cosa poi le sia capitato appena fuori dal treno è un mistero.

C’era l’ex marito che l’aspettava in auto fuori dalla stazione per potarla a casa? Oppure in quella abitazione non ha mai messo piede ed è caduta vittima di un tranello? Tutte ipotesi in piedi, queste, in attesa che qualche nuovo elemento emerga dalle indagini. Il cellulare di Renata Rapposelli è diventato irraggiungibile dopo aver agganciato la cella telefonica della stazione ferroviaria di Giulianova, da allora non è più tornato attivo. Le indiscrezioni vogliono inoltre che anche i cellulari dei due indagati si siano spenti in contemporanea e negli stessi minuti, per poi riaccendersi, entrambi, tre giorni dopo. DifficIle pensare che si tratti solo di una coincidenza.

Simone Santoleri smentito dalla farmacista di Tortoreto Lido

Simone Santoleri continua a fornire sempre lo stesso racconto: la madre sarebbe arrivata in casa intorno alle 13:15, per poi andar via dopo una ventina di minuti a causa di un’accesa lite con l’ex marito che, su sua richiesta, l’avrebbe accompagnata in auto da Giulianova fino alla zona del santuario di Loreto, dove la pittrice sarebbe voluta andare a pregare e dove invece non arrivò mai. Renata viene trovata morta solo casualmente un mese dopo, il 10 novembre, nelle campagne di Tolentino. C’è però una donna, la farmacista di Tortoreto Lido, che smentisce Simone e si dice convinta del fatto che il giorno della scomparsa Renata è entrata nella farmacia intorno alle 17 per comprare un calmante. “Era in stato confusionale”, ha raccontato la testimone ai carabinieri. Le sue parole sono al vaglio della magistratura.

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