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Renata Rapposelli news, figlio smentito da farmacista: la pittrice, agitata, avrebbe comprato un calmante

Morte Renata Rapposelli ultime notizie: vanno avanti a ritmo serrato le indagini degli inquirenti e dei Ris in merito al giallo di Giulianova. Si cerca di ricostruire le ultime ore di vita della pittrice anconetana scomparsa il 9 ottobre scorso e rinvenuta cadavere, in fondo a un dirupo nelle campagne di Tolentino, il 10 novembre. Soprattutto si cerca di capire quali siano stati i suoi spostamenti dal quando, giunta in treno da Ancona, ha messo piede a Giulianova subito dopo le 13, e il suo cellulare ha funzionato per l’ultima volta.

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Il racconto fornito dall’ex marito e dal figlio, Pino e Simone Santoleri, indagati per concorso in omicidio e distruzione di cadavere, di ora in ora vacilla sempre di più. I due hanno detto che Renata sarebbe stata pochissimo tempo in casa loro (dove era andata a trovare il figlio che non vedeva 8 anni e che credeva gravemente malato), non più di una ventina di minuti, dopo aver litigato in maniera accesa con l’ex coniuge per motivi di soldi. Questo però è solo il racconto di Simone, secondo cui suo padre avrebbe accompagnato la donna in auto (intorno alle 13:45 circa del 9 ottobre), lungo la statale, fino a qualche chilometro prima del santuario di Loreto (raggiungibile in circa due ore d’auto) dove Renata, che era molto religiosa, si sarebbe voluta rifugiare a pregare.

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Orari e spostamenti clamorosamente smentiti da una testimone che colloca Renata Rapposelli a Tortoreto Lido alle ore 17:00 di quello stesso giorno. Si tratta di una farmacista che avrebbe venduto alla pittrice un farmaco. A provarlo la strisciata della tessera sanitaria contenente i dati personali della 64enne, rimasti memorizzati nel registratore di cassa. C’è di più: la teste è impossibilitata a parlare su ordine dei carabinieri, ma i suoi colleghi hanno riferito che la donna avrebbe fatto ripetuti accertamenti prima di andare a parlare con le forze dell’ordine. Controlli e verifiche che l’avrebbero portata a sostenere con certezza che quella donna fosse proprio Renata. Secondo le indiscrezioni quando la pittrice è entrata in farmacia era piuttosto agitata ed avrebbe acquistato un calmante. Gli inquirenti riterrebbero la testimone estremamente attendibile.

Se dunque quella donna era davvero lei, come e con chi da Tortoreto (distante pochi chilometri da Giulianova) è arrivata fino a Tolentino, in quel luogo angusto, vicino alla riva del Chienti, dove è stata ritrovata senza vita? Da questa mattina i Ris stanno eseguendo rilievi e accertamenti nella casa di Ancona, un alloggio del comune, in cui Renata viveva da sola. I militari del Ris hanno chiesto la presenza del legale di marito e figlio, l’avvocato Alessandro Angelozzi, anche per gli ulteriori accertamenti sull’auto in uso a Giuseppe e Simone Santoleri. Gli investigatori stanno cercando le prove – tracce di terreno e simili – che quella vettura sia passata nella zona in cui è stato trovato il cadavere in avanzato stato di decomposizione della povera donna.

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