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Renzi a Strasburgo: Europa deve cambiare, ma non come vorrebbero i terroristi

Il premier Matteo Renzi ha tenuto stamattina a Strasburgo il discorso conlusivo del semestre europeo a guida italiana: sei mesi che avrebbero portato un “cambiamento profondo nella direzione, ancora non nei fatti“. “Troppo spesso è passata l’idea che l’Europa sia basata solamente su vincoli, parametri e austerità, e è un errore. Dobbiamo fare di più– ha spiegato Renzi- e l’Italia è pronta a fare la sua parte e a credere nell’investimento sulla flessibilità“. Flessibilità che servirebbe affinché l’Europa non “diventi il fanalino di coda di di un mondo che sta cambiando molto velocemente“.

Parole pronunciate proprio nel giorno dell’annuncio del dirigente della Fiat Sergio Marchionne, per il quale grazie al Jobs Act del governo la stessa Fiat sarebbe pronta ad assumere oltre 100 persone. Il fatto che saranno posti di lavoro a contratto determinato non sembra preoccupare troppo i commentatori, né il premier, che sulla flessibilità ha puntato l’intera riforma del lavoro, perché senza “la ripresa è impossibile“.

Applausi e contestazioni hanno accompagnato il discorso dell’ex sindaco di Firenze: da una parte l’entusiasmo e l’approvazione di numerosi eurodeputati, in particolare per i passaggi su terrorismo e valori europei; dall’altra i fischi provenienti dai banchi degli euroscettici, in particolar modo proprio dalla Lega. “Capisco che leggere più di due libri è difficile, per alcuni..” gli avrebbe risposto Renzi, essendo le contestazioni sopraggiunte proprio durante il passaggio sul canto dell’Ulisse nell’Inferno di Dante. “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza. Il parlamento oggi è a un bivio, scelga se inseguire un messaggio demagogico oppure virtute e conoscenza“: queste le parole al centro della contestazione.

Il riferimento, è evidente, è ai fatti di Parigi e a chi vorrebbe che l’Europa rivedesse i propri trattati sulla circolazione delle persone e delle merci: “Dobbiamo potenziare le politiche d’integrazione– ha spiegato poi il premier- perché il nemico non è la religione, ma l’ideologia“. La strada indicata da Renzi sarebbe quindi quella di un’Europa che resti fedele a se stessa nei valori e nei principi di libertà, democrazia e giustizia, ma che sia disposta a cambiare per diventare più competitiva e per attrarre gli investimenti. Vedremo quanto questi due aspetti possano convivere senza che siano ditrutti il welfare e lo stato sociale.

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