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Renzi al meeting di CL: vengo, poi però vado, non è che resto troppo, i giornali strumentalizzano

Il premier Matteo Renzi è al meeting di CL 2015, ospitata che invece l’anno scorso aveva schivato preferendogli una giornata con i boy scout. Il discorso di Renzi in merito alla sua presenza al meeting di Rimini inizia con il giustificare le incertezze circa la sua partecipazione: pare che il timore di ciò che i giornali avrebbero scritto sull’accoglienza ricevuta e una possibile strumentalizzazione della visita da parte della stampa lo bloccassero.

Altra stilettata alla stampa quando dice che: “Questo è un luogo in cui molta gente ha arricchito la propria esperienza, ma ciò non viene poi riflesso nella ricostruzione giornalistica“. In realtà a Renzi è andata bene, un bell’applauso pieno lo ha accolto a inizio discorso; scampato il timore di lasciare fredda una platea tendenzialmente di centro destra. I maligni direbbero che non c’è rischio dato che il nostro Primo Ministro è probabilmente un esponente della sinistra più a destra che c’è, ma sono – appunto – maligni.

Dichiaratamente cattolico Renzi racconta di un filo personale che lo lega a CL, quando da giovane studente liceale trova conforto e un piacevole invito alla gita a Lucca, da parte di un professore appartenete a Comunione e Liberazione, Paolo Bargiggia, presente in platea anche oggi. Qualcuno nota, però una sorta di freddezza di fondo, oltre alle parole del tutto entusiastiche che il premier riserva agli astanti. Dopo un’oretta e mezza di public relation Renzi si dilegua

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