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Renzi: “Il calcio non è dei vari Genny ‘a Carogna, ma no all’onda emotiva”

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è intervenuto alla trasmissione di Italia1 Tiki Taka, esprimendo la sua opinione riguardo a quanto accaduto prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina di sabato 3 maggio. Questi alcuni passaggi dell’intervista del premier: “Non è possibile che un cittadino normale, bambini inclusi, per entrare allo stadio deve fare tutta una serie di controlli dove gli vengono anche tolti i tappi dalle bottigliette e poi entrano le bombe carta. Sembra che le regole esistano solo per le persone per bene e non per le persone non per bene”. Renzi continua: “Io ero tra quelli che avrebbe fatto cominciare la partita, prima si giocava meglio era. In tribuna le informazioni sugli scontri arrivavano disparate e la cosa che mi ha amareggiato maggiormente è stato l’inno fischiato. Naturalmente non è più grave di quello che è successo fuori dallo stadio, ma mi ha disgustato”. Ecco poi una dichiarazione importante: “In quel momento non sapevamo nemmeno che c’era una maglietta con scritto ‘Speziale libero’: io dico che in un paese civile Speziale sconta la sua pena fino all’ultimo giorno e che il posto dei delinquenti non sono gli stadi ma le patrie galere”.

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Poi il premier passa a indicare quali potrebbero essere i provvedimenti del Governo per migliorare la sicurezza negli stadi: “Questa volta non possiamo permetterci di reagire in base all’onda emotiva di chi cerca di sfruttare questa vicenda a fini elettorali. Il calcio non lo lasceremo ai vari Genny ‘a Carogna. Questa battaglia di civiltà la vinceremo, ci vorrà un giorno, un mese o un anno”. Poi prosegue: “Questo è anche l’unico modo per tenere vivo il ricordo di chi ha perso la vita in questi anni, prime tra tutti le Forze dell’Ordine. Le parole di dignità della signora Raciti sono estremamente importanti, toccano il cuore. Sono parole di una donna italiana che ha un’appartenenza nazionale straordinaria”.

Infine conclude con altre proposte: “Si è parlato del Daspo a vita: è una proposta seria che studieremo, ma il discorso è più ampio, non si tratta solo di una questione di regole. Per esempio la sicurezza negli stadi non deve essere sostenuta economicamente dai cittadini, ma dalle società, che devono corresponsabilizzarsi. Anche la legge sugli stadi deve rientrare in questo discorso, ma potrà funzionare solo se in un pacchetto di revisione complessiva, anche dal punto di vista educativo”.

 

 

 

Caetano Veloso, un elettrico a Milano (foto)

Leonardo-Previ

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