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Renzi, riforma del Senato: accordi per rimandarla a settembre, in gioco l’Italicum

Dopo la giornata interlocutoria di ieri, oggi è tempo di accordi che toccano due riforme e praticamente tutti i banchi delle aule del parlamento. Il presidente del consiglio Matteo Renzi ha infatti comunicato che il voto definitivo sulla riforma del Senato potrebbe essere rimandato a settembre. Questa la sua linea: sì a dialogo, no all’ostruzionismo. Ergo: blocco al contingentamento dei tempi e tutti in vacanza. Salterebbe quindi il limite dell’8 agosto. Dall’altra parte, però, il premier vuole il ritiro di moltissimi emendamenti. Renzi mette sul tavolo degli accordi Italicum. E qui scatta la reazione degli altri partiti.

forza italia legge elettorale

Sel pronta ad ascoltare su tutta la linea; Movimento 5 Stelle, per voce dello stesso Beppe Grillo, prontlo al dialogo sulla legge elettorale, assolutamente no sulla riforma del Senato. Opposta la posizione di Forza Italia. Silvio Berlusconi, dopo le dichiarazioni di Matteo Renzi, secondo cui l’Italicum torna in discussione, ha avuto un improvviso virus e non sarà presente oggi all’incontro col premier. Ovviamente il presidente del Milan teme che salti il patto del Nazaremo. I suoi fanno sapere che non si aspettavano che il primo ministro rimettesse in gioco una riforma così largamente condivisa come quella della legge elettorale.

Insomma, oggi, in aula iniziano giorni di intense trattative che potrebbero quasi certamente portare a proteste clamorose. Già ieri, infatti, il Movimento 5 stelle, dopo la riunione dei gruppi parlamentari, lascia intendere che il tavolo dei possibili accordi sulla legge elettorale è ancora in piedi. Ma Beppe Grillo vuole la “guerriglia democratica” fuori dal parlamento. Qualcosa di nuovo, ma qualcosa da “Movimento 5 Stelle

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