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Report anticipazioni: dalla Lombardia corrotta al Made in Italy lasciato inattivo

In un’ Italia in crisi, dove si chiede il taglio delle spese della politica e si cercano soldi per non inasprire le tasse, emergono due fatti eclatanti. Le indagini per corruzione e concussione in Lombardia che fine hanno fatto? A che punto sono arrivati gli inquirenti? Dove si possono trovare i soldi necessari per il taglio dell’Imu? A quanto pare abbiamo un sacco di ricchezze, un vero e proprio Made in Italy doc, che non fruttiamo a dovere e che potrebbe renderci ricchi. Questi saranno i due principali argomenti della puntata di Report, la trasmissione condotta da Milena Gabanelli, su Rai 3, questa sera, domenica 5 maggio dalle 21:30.

formigoni

Il primo servizio della trasmissione è stato realizzato da Alberto Nerazzini e si intitola Do ut des. Nerazzini si è occupato del primo argomento. Quello che potrebbe sembrare più spinoso. Cosa sta facendo la Regione Lombardia, che, a quanto si dice, è uno dei motori trainanti dell’economia, grazie anche ai suoi 10 milioni di abitanti, dopo essere stata colpita da diversi fenomeni di corruzione e concussione all’interno della pubblica amministrazione, come sottolineato dal procuratore regionale della Corte dei Conti? L’inchiesta di Nerazzini si incentrerà sulla figura di Roberto Formigoni che pare essere l’indagato più importante e che nonostante l’accusa di associazione per delinquere,  risulta ancora essere Commissario generale dell’Expo Milano 2015.

Il secondo servizio, intitolato Belli da morire, opera di Stefania Rimini, racconterà ai telespettatori come il patrimonio italiano, il vero Made in Italy che comprende arte, cultura, enologia e gastronomia, patrimonio che potrebbe offrire grosse ricchezze, sia abbandonato a se stesso e non sia sfruttato a dovere per far ripartire l’economia del Paese. Centro del servizio sarà il fatto che, e forse nessuno ne è al corrente, gli amministratori dei nostri beni culturali hanno regalato e regaleranno a Google la possibilità di digitalizzare i nostri tesori più belli, dagli Uffizi alle calli di Venezia, mentre le imprese italiane che fanno lo stesso lavoro vengono lasciate a becco asciutto. Insomma in Italia, come minimo, ci sono ben 121 paesaggi rurali e pastorali storici, dai castagneti monumentali della Toscana ai terrazzamenti della Liguria, paesaggi avvolti nell’abbandono più totale. Vogliamo continuare a farci deridere? Si vuole continuare a vedere i manifesti svedesi con i bambini che piangono perché non vogliono passare le vacanze in Italia oppure, finalmente, decideremo di rimboccarci le maniche per far invidia a tutti gli altri valorizzando il nostro immenso potenziale?

photo credit: Ezu via photopin cc

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