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Responsabilità solidale negli appalti: che cos’è e cosa potrebbe cambiare con il referendum

Responsabilità solidale negli appalti: che cos’è e cosa e cosa cambierebbe col referendum?

Il Consiglio dei Ministri, dopo le sollecitazioni da parte della Cgil che ha raccolto le firme per i quesiti referendari, ha stabilito che domenica 28 maggio si terrà il referendum sull’abolizione dei voucher e sulla responsabilità solidale negli appalti. Il passaggio elettorale attraverso i due quesiti referendari si celebrerà se il Parlamento non apporterà modifiche sostanziali alle normative oggetto dei quesiti abrogativi. Si tratterà eventualmente del 73esimo referendum della storia della Repubblica italiana e il 68esimo di tipo abrogativo. L’ultima consultazione referendaria risale al 4 dicembre 2016. I quesiti referendari attuali mirano a modificare una parte delle regole sul diritto del lavoro. Come in tutti i referendum abrogativi di leggi o parti di legge per essere validi hanno la necessità di raggiungere il quorum di partecipazione del 50 per cento più uno. Il secondo quesito referendario, di non facile comprensione persino agli addetti ai lavori si propone di modificare la legislazione relativa ai limiti della responsabilità solidale tra committente, appaltatore ed eventuale subappaltatore di rispondere con proprio patrimonio.

Responsabilità solidale negli appalti: che cos’è?

L’attuale disciplina adottata con la riforma del lavoro Fornero ammette la deroga alla responsabilità solidale del committente dalla contrattazione nazionale e dal punto di vista processuale spinge i lavoratori che vogliono agire in giudizio, perché ad esempio non stati pagati o non gli sono stati versati i contributi, a chiamare nel processo sia il diretto datore di lavoro sia il committente e i sub-committenti. Durante il procedimento giudiziario, inoltre, la legge permette al committente di sollevare l’eccezione del beneficio di “preventiva escussione del patrimonio” dell’appaltatore. La conseguenza di questa eccezione fa si che il lavoratore dopo avere eventualmente vinto la causa e ottenuta una sentenza di condanna, prima deve tentare di recuperare il proprio credito presso il datore di lavoro o presso i sub-appaltatori e, solo in un secondo momento, presso il committente.

Responsabilità solidale negli appalti: cosa cambierebbe col referendum?

Con il referendum proposta dalla Cgil si chiede l’abrogazione del 2° comma dell’art. 29 del D.Lgs.276/2003 (Legge Biagi), così come modificata dall’ art. 4, comma 31, della legge 92 del 2 giugno 2012, che consente la derogabilità, tornado pertanto alla responsabilità congiunta inderogabile e piena del committente ovvero di colui che ha scelto il soggetto appaltatore e che è beneficiario dell’attività dei lavoratori. Infine con referendum si propone anche l’abolizione di quella parte di legge che riguarda l’obbligo per il lavoratore di chiamare nel processo anche il datore di lavoro e i subappaltatori e della facoltà per il committente di eccepire il beneficio di preventiva escussione. Tale ultima modifica riguarda il processo e costituisce un elemento molto importante in materia di effettività delle tutele e dei diritti dei lavoratori. Se il quesito referendario passasse si obbligherebbe il committente a rispondere in solido ai lavoratori che potrebbero chiamarlo in causa per recuperare i loro crediti.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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