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Restaurato ‘Memory of the Camps’, il docufilm sull’Olocausto di Hitchcock (video)

Il mondo intero il 27 gennaio si fermerà a ricordare lo sterminio nazista perpetrato ai danni del popolo ebreo. Ricordare è un dovere morale di tutti affinché mai più nella storia dell’uomo possano ripetersi simile barbarie. Le parole per descrivere con la dovuta giustezza le vessazioni che milioni di innocenti subirono per mano degli uomini di Adolf Hitler non sono mai sufficientemente corrette, profonde, veritiere. Uomini di lettere, testimoni oculari, registi hanno raccontato la tragedia dell’Olocausto, ma la storia vera, le sofferenze patite dentro i lager, sono difficili da comprendere fino in fondo per noi che leggiamo, immaginiamo, intuiamo. La realtà deve essere stata certamente ancora peggiore di come ci appare da 69 anni. L’eliminazione di un’intera razza umana, progettata razionalmente e quasi del tutto realizzata, prese la forma di una macchina della morte che non conosce precedenti nella storia.Alfred Hitchcock

L’eccezionalità e crudeltà di certe immagini-testimonianza della Shoah sconvolsero anche il maestro del brivido Alfred Hitchcock. Il regista, infatti, era impegnato insieme al collega e amico Sidney Bernstein nella realizzazione del documentario ‘Memory of the Camps’ e, dopo aver visionato le immagini riprese dai soldati britannici e russi all’apertura dei cancelli dei campi di sterminio e in particolare di Bergen-Belsen nel 1945, rimase traumatizzato. Pare infatti che sentì l’esigenza di rimanere lontano dai Pinewood Studios per una settimana. Questo lavoro – per il quale non volle ricevere alcun compenso – consisteva nell’ottimizzare il materiale in postproduzione, attraverso il montaggio dei filmati a disposizione. L’obiettivo di tale operazione cinematografica fu inizialmente quello di divulgare al popolo tedesco una parte di verità storica sempre taciuta, dissimulata e spesso negata che lo riguardava, attribuendogli una grave responsabilità. Ma poi gli Alleati rividero tale posizione e reputarono che il documentario, in quanto carico di immagini forti, fosse troppo compromettente in quella particolare circostanza storica che mirava a porre le basi per avviare una fruttuosa collaborazione con la Germania post-nazista. Si decise quindi di non diffondere il film, che rimase incompleto e dimenticato negli archivi di stato britannici per decenni, fino al 1985, quando un ricercatore nell’Imperial War Museum trovò quella versione incompleta che poi fu trasmessa dal canale tv britannico PBS Frontline.

Ed ora il documentario è stato restaurato digitalmente e arricchito di altri frammenti inediti, grazie all’impegno del London’s Imperial War Museum. Un filmato della durata di circa 50 minuti e rigorosamente in bianco e nero, dal taglio neo-realista, che documenta la cruda verità storica, presto disponibile per i festival e il cinema. Nel 2015 anche la tv inglese lo trasmetterà, in occasione del 70°anniversario della Liberazione dell’Europa dal Nazismo e della fine della Seconda Guerra Mondiale. Eccone un frammento.

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