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Riccardo Scamarcio incredibile confessione: «Per me era pesante. Però poi ho recuperato!»

In un’intervista rilasciata nel corso della trasmissione radiofonica I Lunatici l’attore pugliese Riccardo Scamarcio, sex symbol amatissimo dalle donne, impegnato sul set del nuovo film di Nanni Moretti, ha parlato dei suoi esordi nel mondo del cinema, della sua infanzia e adolescenza e del rapporto particolare che ha con i social.

Riccardo Scamarcio dalla passione per il cinema al rapporto complicato con i social

«Volevo fare il contadino e l’attore, volevo essere uno ‘zap-attore’, posso dire di aver realizzato i miei sogni!», ha affermato Riccardo Scamarcio, lanciato grazie al ruolo di “Step” in Tre metri sopra al cieloil giovane bello e dannato, frutto della penna di Federico Moccia: «Ho creduto tantissimo nel personaggio che interpretavo e posso dire che avevo ragione, avevo 20 anni, potevo fare dei film che piacessero ai ragazzi!». Un ruolo che lo ha esposto anche a parecchie critiche: «L’avevo messo in conto, ma non pensavo potesse essere così violenta come cosa. Dall’interno, a vent’anni, rischi di perdere la testa. Però ce l’abbiamo fatta fino a qui, la mia passione per il cinema è la cosa a cui mi sono aggrappato, è una passione autentica, la mia ambizione era mossa da una sostanza!». Un fuoco quello del cinema, che lo ha accompagnato da sempre: «Io da ragazzo detestavo la scuola, invece volevo entrare a tutti i costi nel Centro sperimentale di cinematografia. Quando sono stato preso in questa scuola a numero chiuso, statale, per me è stata un po’ una conferma che forse ce l’avrei fatta a fare questo mestiere. All’epoca non mi andava di studiare. E infatti me l’hanno fatta pagare. E poi sono uno iperattivo, stare cinque ore seduto nel banco per me era pesante. Però poi ho recuperato!».

Riccardo Scamarcio rivela: «La giovinezza la si acquista quando la si è persa!».

Un rapporto complicato quello di Scamarcio con la scuola, altrettanto quello dell’attore pugliese con i social network, più fluido quello invece con il gentil sesso: «Devo dire che sull’argomento donne non mi hanno mai trovato impreparato. Le donne per me sono la X nell’equazione. È quello che è da scoprire, è il mistero. I social non ce li ho e non li voglio usare. È una cosa legata a Msn, era il 2004, mi hanno fatto vedere questa chat, mi sono accorto che le ragazze scrivevano degli apprezzamenti mentre i ragazzi mi mandavano un sacco di parolacce. Mi ha colpito che questa chat consentiva a tutti di essere nascosti dal proprio computer e di esprimere il peggio di sé. Da lì ho detto che certe dinamiche non mi avrebbero mai avuto. Detto questo, massimo rispetto per chi li usa!», ha concluso Riccardo Scamarcio che poi ha aggiunto: «Nessuno è veramente soddisfatto della propria esistenza. Sergio Rubini mi ha definito un ‘giovane vecchio’, accetto questa definizione, anche se finalmente sto diventando giovane, perché la giovinezza la si acquista quando la si è persa!». 

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