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Ricerche di Google rivelano segni di malattie mentali

Già da qualche tempo si parla dei nessi delle ricerche su Google di ciascun individuo con il suo stato di salute, e perciò si possono percepire segnali di determinati malanni o vere e proprie malattie, come dimostrato da un recente studio che mostra in particolare la possibilità di rivelare eventuali malattie mentali.

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I ricercatori della University of Southern California, guidati dal grande esperto di malattie mentali, John Ayers, hanno deciso di concentrare le attenzioni dei loro studi sulla possibilità di rivelare segni effettivi di danni al cervello o future malattie a livello del sistema nervoso. In particolare si sono soffermati sulla stagione invernale, quella della “depressione”, in cui a causa del freddo ci si chiude in casa e si utilizza maggiormente Internet, cercando nessi dunque anche legati alla stagione dell’anno.

Sono state valutate le ricerche nell’arco di tempo tra il 2006 e il 2010 in Australia e USA dove le stagioni sono invertite: i termini sotto analisi sono “schizofrenia”, “deficit di attenzione” e “iperattività”, cercando di capire a seconda della stagione su cose le persone si siano soffermate. Dai dati resi noti dalla celebre università statunitense emerge che negli USA il 37% delle persone cerca la parola “schizofrenia”, a differenza dell’Australia dove è il 42% a cercare informazioni su questa malattia nella stagione fredda.

In generale, si parla di percentuali decisamente più alte nelle stagioni fredde in entrambi i continenti rispetto all’estate: motivo per cui gli studiosi si sono anche concentrati su quello che può essere l’isolamento che si vive nel periodo invernale a causa del freddo e la mancanza o la ridotta quantità di interazioni sociali che potrebbe stimolarne sintomi.

Curioso anche come si sia valutato lo stesso effetto per la parola “suicidio” che, come è stato evidenziato, ha riscontrato maggiori ricerche in America che in Australia e che il numero di suicidi nella stagione primaverile ed estiva subisce un forte incremento: che sia l’inizio di un nuovo tipo di diagnosi che possa andare a monte, e capire effettivamente le curiosità e le paure di ciascun individuo?

Written by Mattia Preziuso

Nato ad Avellino, 21 anni, appassionato di sport, prevalentemente calcio. Studente di Farmacia presso l'Università degli Studi di Fisciano e già collaboratore di altri siti. Segue con particolare attenzione notizie utili e sport.

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