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Ricette Anna Moroni a La Prova del Cuoco: la ribollita rivisitata [FOTO]

Oggi parliamo di una ricetta tradizionale toscana, la ribollita, proposta in origine da Anna Moroni per “La prova del Cuoco” e che noi di UrbanDonna vi raccontiamo in chiave rivisitata seguendo i consigli dello chef Luca Borghini. Questa zuppa particolarmente adatta alla stagione invernale, porta in sè profumi di vita passata, di storie raccontate davanti ad un focolare, di nonne che invogliano i nipotini a mangiare le verdure proponendo piatti saporiti e ricchi di vitamine. Le tradizioni culinarie fanno parte della nostra storia, sono un bagaglio importante da custodire, la storia è la nostra vita, è ciò che lega le nostre radici ad un passato da far rinascere. In un piatto si affacciano immagini di donne che, con semplici e poveri ingredienti, realizzavano una pietanza gustosa in grado di soddisfare i gusti dei piccolini e di scaldare, nutrire i loro uomini stanchi e infreddoliti che ritornavano dal lavoro nei campi.

La ribollita è un piatto umile, della tradizione popolare toscana, affonda le sue radici nel medioevo quando i contadini riciclavano gli avanzi dei banchetti dei loro padroni, in particolare il pane, perché le pietanze più nobili venivano consumate dai feudatari. Il pane poi veniva fatto bollire con grandi quantità di verdure trovate nei campi. Era una zuppa destinata a durare per più giorni per questo veniva farra ribollire più volte. Da qui il termine ribollita. Questo passaggio consentiva di intensificare il sapore rendendo il piatto ad ogni passaggio sempre più gustoso.

La ribollita è un piatto magro che nel corso del tempo ha subito vari cambiamenti, ma la base è rimasta sempre più o meno la stessa: tutti sanno oggi che per preparare la ribollita non possono mancare i fagioli cannellini!

Ingredienti
200 g di cavolo nero, 200 g di verza, 250 g di fagioli cannellini secchi 3 fette a persona di pane toscano raffermo ( pane “sciocco” , cioè senza sale), 100 gr di pomodoro a pezzetti, 50 g di bietole, 1 patata, 1 carota, 1 costa di sedano, 1 porro,mazzetto aromatico (timo, rosmarino, origano), olio extra vergine d’oliva,sale e pepe a piacere

Preparazione
Mettete i fagioli cannellini in ammollo con acqua per 24 ore. Il giorno successivo cuoceteli per un ora in acqua bollente salata assieme ad un mazzetto composto da timo e rosmarino. Non buttate via l’acqua di cottura vi servirà da utilizzare durante la cottura della zuppa. Mondate le verdure e tagliatele, fate attenzione ad eliminare le parti più dure del cavolo e della verza.
In una pentola fate rosolare i dadini di carota, il sedano, il porro. Unite il pomodoro e mescolate con un cucchiaio di legno, aggiungete il mazzetto aromatico legato con una foglia di porro (successivamente lo dovrete togliere).
Cuocere per circa 5 minuti e aggiungete la verza, le biete e il cavolo nero, salate, pepate e bagnate con l’acqua di cottura dei fagioli.
cuocere a fuoco lento fino a quando le verdure saranno morbide e aggiungendo, all’occorrenza l’acqua di cottura dei fagioli. Frullate metà fagioli ottenendo una purea omogenea, fate attenzione a non lasciare all’interno bucce dure. Aggiungete poi la purea nella zuppa e i fagioli interi, cuocete per altri dieci minuti.
riposare la vostra zuppa una notte intera. In pirofile di coccio preparate 4 singole porzioni, sul fondo ponete una fetta di pane raffermo, sopra versatevi la zuppa e dell’olio extravergine d’oliva. Ponete le pirofile in forno, fate riscaldare e servite con altre fette di pane raffermo.
mamma è solita servire questa pietanza a lume di candela, l’atmosfera che si crea è umile e i sensi del gusto e dell’olfatto si inebriano e acuiscono alla luce dei profumi, dei sapori, della tradizione. D’altronde l’essenza di un’emozione è racchiusa in una piccola opera che ci parla d’amore e la cucina è per prima cosa un atto d’amore e condivisione.

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