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Riciclaggio: Francesco Corallo arrestato con un ex Parlamentare, indagati suocero e cognato di Gianfranco Fini

Roma, riciclaggio: arrestato Francesco Corallo, ecco chi è

Lo hanno ribattezzato il Re Mida del gioco d’azzardo. Francesco Corallo è stato tratto in arresto oggi, 13 dicembre 2016, dopo le indagini avviate sul suo conto due anni fa dalla procura di Milano. Quasi mezzo miliardo di euro sottratto alle casse dello Stato grazie alle società offshore gestite da Francesco Corallo. Ma non è stato l’unico protagonista a tessere la tela che ha portato all’evasione fiscale di oltre mezzo miliardo di euro. Insieme a lui, infatti, altri esponenti di spicco tra cui Giancarlo e Sergio Tulliani, rispettivamente cognato e suocero di Gianfranco Fini, attualmente indagati, e Amedeo Laboccetta, parlamentare e coordinatore cittadini del PDL a Napoli, arrestato.

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Francesco Corallo, Amedeo Laboccetta e le società offshore: ecco come hanno evaso il fisco

Francesco Corallo è accusato di accusato di associazione per delinquere, peculato e riciclaggio di 85 milioni di euro, ovvero i tributi dovuti dalla sua società, l’Atlantis World Group of Companies e della BPlus Giocolegale LTD, aggiudicataria della gestione telematica dei giochi. Stesse accuse per Amedeo Laboccetta. Ma come funzionava il piano messo in piedi da Corallo? Come riporta Repubblica, i soldi non dichiarati da Corallo venivano versati in conti di società estere offshore che avevano acceso a Saint Maarten, Antille Olandesi. Prima 50 milioni, tra il 2004 e il 2007, poi nel 2014 altri 150 milioni passati dalla Gran Bretagna e Shanghai a Saint Marteen, Curaçao e Santa Lucia.

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Gianfranco Fini, il ruolo giocato da cognato e suocero nell’organizzazione Corallo

Importante il ruolo svolto da Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini, che avrebbe messo a disposizione di Rudolf Baetsen, il braccio destro di Corallo, due società offshore per far transitare i soldi destinati alle Antille. Con Baetsen, secondo gli inquirenti, è stato finanziato l’acquisto dell’appartamento di Monaco, di proprietà di Alleanza Nazionale. Secondo magistrati e finanzieri, grazie all’ausilio di Giancarlo Tulliani e Sergio Tulliani, Francesco Corallo avrebbe evaso il fisco per circa 2 milioni e 600 mila euro. L’indagine è condotta dal procuratore reggino Giuseppe Pignatone, dall’aggiunto Michele Prestipino e dal pm Barbara Sargenti.

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