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Ricordando Lucio Battisti: la musica italiana senza Battisti a 17 anni dalla sua morte

Raccontare Lucio Battisti è impresa assai ardua. Si passano le ore, i giorni ad arrovellarsi la mente nel tentativo di trovare la giusta chiave di scrittura per esprimere a parole una figura tanto complicata quanto semplice come quella dell’artista italiano. Ed è allora che pensi che probabilmente qualsiasi cosa scriverai non sarai mai sufficiente per rendere omaggio ad un cantante dalle mille sfaccettature quale Battisti era. Il cantautore di Rieti non era solito lasciare intervista, apparire sotto le luci dei riflettori, perchè in fondo Battisti comunicava con il pubblico a modo suo, con le sue canzoni, i suoi testi, la sua voce. Alla fine ti convinci dunque che il miglior modo per indagare e sviscerare la vita di un personaggio simbolo della canzone italiana sia solo uno: farlo attraverso le sue canzoni.

Il successo di Battisti inizia nel 1965 grazie all’incontro con Giulio Rapetti, in arte Mogol. Un duo, una collaborazione che regalerà alla musica italiane alcuni tra i più bei testi di sempre. Battisti aveva una forte connotazione pop – rock. Le sue canzoni erano canzoni d’amore, un amore che era capace di mettere a nudo le corde più nascoste dell’anima di qualsiasi ascoltatore. Come il brano Pensieri e Parole dove la “poesia di un amore profano” fa intendere un affetto per un’ignota donna amata, e il timore della solitudine, il dolore di un amore forse respinto:”cara-vai o torni con me … ci sono io o un altro uomo?”. E ancora nel mio canto libero, testo scritto da Mogol dopo la separazione dalla moglie , dove l’amore è urlato, sviscerale, senza remore:” La veste dei fantasmi del passato, cadendo lascia il quadro immacolato. E s’alza un vento tiepido d’amore, di vero amore. E riscopro te, dolce compagna che, non sai domandare ma sai, che ovunque andrai, al fianco tuo mi avrai”. E poi nel 1970 è arrivata Emozioni. Una canzone, forse il più grande successo di sempre della musica italiana, e la sintesi dell’inarrivabile capacità di Battisti di usare la voce per esprimere sentimenti che vanno nella profondità dell’anima umano. Emozioni ti mette a nudo, mette a nudo il tuo essere, lasciandoti solo con il mondo circostante; è allo stesso tempo un inno alla bellezza, e una ballata malinconica, solitaria:” E stringere le mani per fermare, qualcosa che è dentro me, ma nella mente tua non c’e’….. tu chiamale se vuoi emozioni”.

Lucio Battisti si spense il 9 settembre del 1998, ma di emozioni, il cantante di Poggio Bustone continua a raccontarle, grazie alle sue canzoni che hanno marchiato a fuoco il cuore di chiunque le abbia ascoltate.

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