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Riforma delle pensioni 2016 ultime novità: pensione anticipata e Quota 41 sono misure possibili per Roberto Simonetti, ecco come

I continui annunci e rinvii da parte del Governo in materia pensionistica stanno creando non pochi disagi tra i lavoratori in attesa di andare in pensione. La flessibilità in uscita più volte fatta balenare dal Governo di Matteo Renzi, sembra la linea immaginaria dell’orizzonte. Roberto Simonetti, deputato della Lega Nord e segretario della Commissione Lavoro della Camera, intervistato dal sito ilsussidiario.net ha affermato: “La riforma delle pensioni si può fare con 3 miliardi di euro l’anno. É un terzo di quanto speso per il bonus di 80 euro anche se nella realtà è una misura molto più importante sotto il profilo sociale e occupazionale”.

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Secondo Simonetti il ddl Damiano-Baretta che prevede il pensionamento flessibile anticipato a 62 anni di età e 35 di contributi con l’8% massimo di penalizzazioni e con la Quota 41 per i lavoratori precoci, è stato adottato come testo base dalla Commissione Lavoro alla Camera con l’accordo dei gruppi politici sia di maggioranza che di minoranza, perché è apparso come la proposta che ha le più concrete possibilità di essere concordata e messa in campo anche dal Governo.

Su un’ipotesi di pensionamento anticipato a 63 anni e 7 mesi di età con 35 di contributi e una decurtazione sulla futura pensione del 3% annuo, quindi del 9% in tre anni, nel caso in cui optassero per il pensionamento anticipato il 70% dei lavoratori in possesso dei requisiti, l’Inps ha calcolato che occorrerebbe una somma di 1,5 miliardi per il 2017, 2,5 per il 2018 e di circa 3 miliardi per il 2019. Se poi si somma la Quota 41 per i lavoratori precoci si arriva a una spesa di 4-5 miliardi dal 2017 in poi. Secondo Simonetti il nodo delle coperture finanziarie non è insormontabile perché dentro una legge finanziari di 35 miliardi, “Se si vuole 3 miliardi si trovano”. É evidente che si tratta, per il deputato della Lega Nord, di priorità da definire con precise volontà politiche. Per l’esponente della Lega in Commissione Lavoro, il dualismo calo delle tasse-riforma delle pensioni viene agitato in maniera strumentale perché “La riforma delle pensioni è necessaria dal punto di vista sociale e occupazionale. Non è sulla pelle dei lavoratori e dei pensionati che bisognerà che bisognerà mettere a posto i conti dello Stato”.

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