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Riforma delle pensioni 2016 ultime novità: Quota 41 e pensione anticipata a 62 anni, i lavoratori contano su Cesare Damiano

Martedì 12 gennaio riparte il confronto in Commissione Lavoro alla Camera sul tema della riforma delle pensioni, rimasto largamente non affrontato dalla Legge di Stabilità, che interessa molti lavoratori italiani prossimi pensionandi. La settimana che inizia, quindi potrebbe risultare molto importante per definire il percorso e le priorità che la Commissione intende affrontare, magari partendo dalla proposta del presidente Cesare Damiano, di maggiore flessibilità con l’uscita dal lavoro a 62 anni e 35 di contributi e una penalizzazione sull’assegno previdenziale dell’8% e la Quota 41 dei lavoratori precoci che permette di andare in pensione con 41 anni di contributi senza limiti di età, né decurtazioni sulla pensione.

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Il Comitato Ristretto della Commissione, che dovrà definire le priorità delle proposte di legge da esaminare, potrà partire dalla Quota 100 come somma tra età e contributi per poter uscire dal lavoro e andare in pensione, anche se i lavoratori hanno mostrato maggiore interesse per la Quota 97. Il presidente della Commissione, Cesare Damiano, più volte ha espresso opinioni critiche verso il sistema troppo rigido previsto dalla Legge Fornero: “Anticipare l’uscita dal lavoro a partire dai 62 anni, contribuisce allo svecchiamento delle aziende e, con il turnover, a favorire l’ingresso delle giovani generazioni nel mondo del lavoro”.

Il Governo e il suo premier Matte Renzi saranno chiamati a trovare la soluzione equilibrata tra stabilità finanziaria e sistema previdenziale più flessibile. I lavoratori precoci sono la categoria che si aspetta una concreta risposta al loro problema e fanno affidamento sul sostegno delle parti sociali e sul lavoro del presidente Damiano che ha sempre ricordato la giustezza della loro richiesta e sostenuto la loro battaglia. l’esponente della minoranza del Pd ha richiamato l’impegno del Presidente del Consiglio: “Un sistema pensionistico che costringe chi ha più di 65 anni a rimanere in attività, con i propri figli e nipoti disoccupati o precari, è quanto di più stupido, inefficace e antimoderno possa esistere il premier Renzi deve tenere fede alla parola data e fare del 2016 l’anno della flessibilità previdenziale. Il Governo se vuole contribuire a risolvere il problema dell’occupazione dei giovani, deve affrontare il tema della flessibilità del sistema pensionistico”.

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