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Riforma delle pensioni 2016 ultime novità: settima salvaguardia nella Legge di Stabilità, aumentano i beneficiari?

In base al testo della settima salvaguardia contenuto nella Legge di Stabilità, potrebbe crescere il numero degli esodati beneficiari della settima salvaguardia. Per la prima volta nella lunga vicenda che riguarda la categoria degli esodati, potrebbero essere sfruttati i periodi di sospensione dell’indennità di mobilità per prolungare la durata dell’indennità stessa in modo da essere inseriti nella settima salvaguardia.

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Per la prima volta l’articolo 18 della Legge di Stabilità include nella settima salvaguardia anche 6300 lavoratori, compresi quelli della categoria degli edili, le cui aziende avevano stipulato accordi per la gestione degli esuberi del personale entro l’anno 2011 e che maturino i requisiti per l’accesso alla pensione entro il termine di scadenza dell’indennità di mobilità, nei casi di fine del rapporto entro il 31 dicembre 2014, o nell’arco di un anno se il rapporto era cessato entro l’anno 2012. Senza questi accordi, possono essere ammessi alla settima salvaguardia i lavoratori impiegati in aziende sottoposte a procedure di fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa o amministrazione straordinaria. Come termine si farebbe riferimento alla data del termine dell’assegno della mobilità.

Sostanzialmente se un lavoratore rientra a lavorare a tempo determinato o parziale, l’indennità di mobilità viene sospesa come riporta il sito pensioni oggi: “se un lavoratore ha diritto a due anni di indennità di mobilità, e dopo due mesi di permanenza in mobilità, si rioccupa con un contratto a tempo determinato di sei mesi, avrà al termine del contratto diritto ai restanti ventidue mesi di mobilità. In questa circostanza dunque il termine dell’indennità di mobilità viene in sostanza ampliato di sei mesi rispetto alla data originaria di scadenza della mobilità”. Questo meccanismo consentirebbe un ampliamento dei tempi della mobilità con la conseguenza di aumentare la possibilità di far rientrare nella salvaguardia in quanto si aggiungerebbero altri sei mesi al termine ultimo entro il quale maturare il diritto a pensione. Con le precedenti salvaguardie il beneficio era limitato in quanto secondo l’orientamento dell’Inps, nel silenzio della legge, le sospensioni della mobilità “intervenute successivamente alla data di approvazione dei provvedimenti della salvaguardia” non potevano essere conteggiate.

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