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Riforma delle pensioni 2015 ultime novità: pensione anticipata e più flessibilità anche a carico dello Stato

Il pendolo della grande incertezza sulla riforma delle pensioni 2015 sembra oscillare verso l’ottimismo per le aspettative di molti lavoratori prossimi alla pensione. Fino a qualche giorno fa giorno fa il Governo affermava che la flessibilità in uscita doveva autofinanziarsi, mentre ieri il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha dichiarato che la flessibilità non può essere a costo zero. Il nuovo orientamento del Governo mostra che chi esce in anticipo dal lavoro deve accontentarsi di un assegno ridotto, ma in parte compensato da un intervento dello Stato.

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La base di partenza per una maggiore flessibilità è quella contenuta nel ddl 857 Damiano-Baretta con i 62 anni di età e 35 di contributi ed un taglio del 2% annuo, ora si fa strada l’ipotesi che la decurtazione possa essere crescente e con l’ammontare dell’assegno e con gli anni di uscita anticipata. Damiano ha accennato ad una soglia di 1500 euro per una penalizzazione del 2%, al di sopra crescerebbe al 3%, diversamente per un anno il 2% per il 5% , pre tre anni l’8%. In questo modo si diminuirebbero i costi a carico dello Stato e si avrebbe una maggiore equità incoraggiando maggiormente i lavoratori più vicini all’uscita dal lavoro.

Si studiano soluzioni anche per agevolare il riscatto degli anni di laurea con un meccanismo nuovo per cui il lavoratore potrebbe scegliere la somma da versare sula base di quanto vorrebbe far aumentare la futura pensione e non come il sistema attuale per cui la cifra da versare viene calcolata in relazione allo stipendio del momento in cui si presenta la domanda. Verrebbero incentivati anche gli scivoli dei prepensionati in base ad accordi aziendali, facendo versare direttamente dall’azienda i contributi in modo tale da non essere tassati. I sindacati accolgono con favore le nuove ipotesi come ha dichiarato Anna Maria Furlan della Cisl: “ le soluzioni devono essere digeribili e congrue”, e Susanna Camusso della Cgil: “ Non bisogna penalizzare i lavoratori”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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