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Riforma pensioni 2015: cosa cambia con la sentenza della Consulta

La sentenza della Consulta è stata molto chiara a riguardo della riforma pensioni 2015: il blocco dell’adeguamento all’inflazione delle pensioni lorde di importo superiore a tre volte il minimo previsto dall’Inps (1.443 euro) è incostituzionale.

Con l’applicazione della sentenza, il rimborso per una pensione che era di 1500 euro lordi nel 2014 (appena superiore alle tre volte il minimo), dovrà partire da 2.540 euro per i due anni di blocco (2012 e 2013) e per gli effetti che questi hanno avuto sul 2014. La rivalutazione calcolata è di circa 85 euro al mese. Somme che rischiano di pesare fino a 13 miliardi di euro sulle casse del Governo, calcolando le innumerevoli persone coinvolte.

Tecnicamente la sentenza è già efficace, essendo stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e non ci sarà bisogno di nessun ricorso in quanto, dopo la sentenza, il rimborso deve avvenire in modo immediato e automatico. Calcolando le innumerevoli persone coinvolte, le somme per il governo rischiano di pesare fino a 13 miliardi di euro sulle sue casse, cifre veramente astronomiche, considerando il periodo in cui versa l’intero Paese.

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