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Riforma pensioni 2015, ecco tutte le novità del Governo: quota 100, penalizzazioni, prestito previdenziale, reddito minimo per gli ultra 55enni e staffetta generazionale

Il Governo, attraverso il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha ribadito che con la prossima Legge di Stabilità si provvederà a modificare alcune rigidità della Legge Fornero per cambiare l’età pensionabile con misure di graduale flessibilità. Dopo un lungo e approfondito confronto in campo sono rimaste 4 proposte di revisione dei requisiti necessari al pensionamento previsti attualmente, che sono di 66 anni e tre mesi per gli uomini e le donne del settore pubblico e 63 anni e nove mesi o 64e nove mesi per le lavoratrici autonome, o ancora indipendentemente dall’età 41 anni e sei mesi di contributi per le donne e di 42 anni e sei mesi per gli uomini.

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La prima ipotesi è quella proposta Cesare Damiano che prevede un pensionamento anticipato a partire dai 62 anni e 35 di contributi con una riduzione massima dell’8% dell’assegno pensionistico sulla parte calcolata con il più generoso sistema retributivo, congiuntamente si prevede di abbassare a 41 anni i contributi necessari per andare in pensione senza limiti di età. Questa seconda misura è attesa dai lavoratori precoci che più hanno patito la riforma Fornero. Lo stesso Damiano propone di ritornare alla pensione di anzianità con la quota 100, a partire da 62 anni di età e 38 di contributi, senza però alcuna penalità.

Rispetto alle prime due soluzioni più sindacali e politiche, da parte più tecnica viene l’ipotesi del ricalcolo dell’assegno previdenziale con il sistema contributivo, estendendo il sistema cosiddetto dell’opzione donna a tutti i lavoratori a cominciare dal 2016. In questo caso i lavoratori uscirebbero prima dei requisiti della Fornero, ma dovendo subire un trattamento pensionistico calcolato solo in base ai contributi versati. La quarta soluzione è la staffetta generazionale, cioè uno scambio tra part time e pensionamenti anticipati parziali. Si discute anche di alcune misure assistenziali come il sostegno al reddito per i lavoratori ultra 55enni rimasti disoccupati, il prestito pensionistico, incentivi previdenziali alla maternità, contribuzione mista per carriere lavorative discontinue, promozione della contribuzione volontaria, riscatto dei periodi di studio e ampliamento della platea dei beneficiari per i lavori usuranti.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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