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Riforma pensioni 2015, importanti novità dal Governo su pensioni anticipate, flessibilità, reddito minimo e penalizzazioni

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al Senato, ha confermato la necessità di un prossimo intervento del governo Renzi di modifica della Legge Fornero per cambiarne alcune rigidità che hanno provocato tante difficoltà a molti lavoratori. Il Governo, pur nei limiti della sostenibilità di finanza pubblica, è orientato a introdurre meccanismi di maggiore flessibilità per consentire ai lavoratori di poter andare in pensione in uscita anticipata anche se con una lieve decurtazione del trattamento pensionistico.

Giuliano Poletti si è soffermato sul fatto che in Italia ci sono moltissimi lavoratori che hanno perso il posto di lavoro e si trovano nella cosiddetta “terra di nessuno”, cioè si trovano prossimi alla pensione sia come età che come contributi, ma non hanno più né lavoro, né sostegno al reddito. L’Inps in questi periodo sta verificando tutte le variabili in merito alla flessibilità in uscita per quantificare le risorse necessarie in modo da permettere al Governo di intervenire a partire dalla prossima Legge di Stabilità.

Le misure di anticipo della pensione comportano costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato e a questo proposito bisogna tenere in considerazione i limiti imposti dalle valutazioni dell’Unione europea. Il premier Matteo Renzi dovrà battersi in Europa per ottenere un trattamento equiparabile a quello della Germania che ha già affrontato una ristrutturazione del sistema industriale del mercato del lavoro anche con una riforma in cui c’era flessibilità sul lato pensionistico dato che la maggiore spesa nel breve termine si compenserebbe con i benefici di medio e lungo periodo.

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