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Riforma pensioni 2015: novità beffa per i lavoratori precoci e del pubblico impiego

Le ultime novità relative alla materia pensionistica contenute nella Legge di Stabilità, ieri approvata in via definitiva dalla Camera potrebbero riservare qualche sorpresa negativa per le note negative che si nascondono dietro problemi ed errori. Se la cancellazione delle penalizzazioni per chi può essere collocato a riposo prima dei 62 anni di età può costituire una novità positiva per coloro che hanno cominciato a lavorare giovanissimi, resta però l’incognita della concreta attuazione con la precisa definizione delle categorie di lavoratori che ne potranno beneficiare.

Ancora più controversa è la questione inerente il tetto delle pensioni d’oro, poiché paradossalmente invece che garantire giustizia ed equità riguardando gli alti funzionari dello Stato potrà riguardare tutte le pensioni, anche quelle di chi al 31 dicembre 1995 avevano già maturato 18 anni di contributi e sono andati in pensione più tardi per maturare un assegno pensionistico più ricco ed ora con la retroattività della norma, pur avendo versato più contributi si troveranno bloccata al 2012 la loro progressione pensionistica.

La Cosmed, la Confederazione sindacale alla quale aderiscono il 25% dei dirigenti del pubblico impiego ha avvertito sul pericolo che questa novità apparentemente positiva in realtà non è proprio tale e potrà diventare un intervento negativo, come la rivalutazione negativa delle pensioni che aveva suscitato forti timori allorquando era stata annunciata, per cui tanti avevano deciso di restare a lavoro ed invece nella nuova manovra non è stato scritto nulla in tal senso.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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